Le tensioni internazionali si fanno sentire nel mondo della distribuzione organizzata, ma solamente nell’outgoing, cioè nelle scelte di viaggio degli italiani al di fuori della Penisola. Lo dimostra il primo semestre 2026 di Quality Group, il cui fatturato registra una flessione del 6,8% per l’outgoing, che si riduce a -4,5% considerando anche l’incoming. In valore assoluto i primi sei mesi dell’anno chiudono a 89,2 milioni di euro.
Il tour operator nato nel 1999, e a cui fanno capo nove brand, ha precisato che a determinare i risultati sono stati certamente l’incertezza geopolitica, ma anche il modo in cui il contesto internazionale è stato comunicato dagli organi di informazione. In una fase caratterizzata da forte attenzione mediatica, riferisce la nota, alcune criticità circoscritte o solo paventate, hanno contribuito ad alimentare un clima di prudenza, estendendo gli effetti negativi di una crisi regionale anche a destinazioni non direttamente coinvolte.
Il gruppo che ha chiuso il 2025 a 236 milioni di fatturato aggiunge che un ulteriore impulso alle vendite arriverà tra fine giugno e inizio settembre con l’uscita dei nuovi cataloghi dei brand, cui seguiranno i lanci previsti a metà novembre, insieme alla conferma e alla prosecuzione, anche durante l’estate, delle attività formative dedicate al trade.
Sarà quindi il secondo semestre a far ripartire i conti del gruppo, come spiega il direttore commerciale e marketing Marco Peci: “Siamo ancora nella fase iniziale di rilancio ma già nelle prossime settimane, con una stabilizzazione del quadro geopolitico, ci aspettiamo un’accelerazione. Al momento le prenotazioni sono in calo del 7% per i mesi a venire, naturalmente con ampie differenze tra destinazione e destinazione. Alcune aree restano in sofferenza — Stati Uniti, India, certe destinazioni africane – bene, invece, l’Oriente oltre il Golfo e dunque Giappone, Cina ed Indocina, altrettanto bene il Centro-Sudamerica, l’Europa, l’Italia e, tutto sommato, anche l’Africa del Nord. Il fatto che le prenotazioni siano ora in equilibrio, fra un 50% di viaggi organizzati e un 50% di viaggi individuali, evidenzia la fiducia e l’ampio raggio della domanda che ci viene sottoposta. La percentuale di chiusura dei preventivi risulta di riflesso più alta che nel 2025: chi chiede di viaggiare in questo momento è piuttosto determinato ad acquistare”.





