Dopo mesi di rallentamenti a doppia cifra, seguiti alla guerra nel Golfo tra Iran e Stati Uniti, è finalmente in ripresa la domanda turistica per l’estate 2026. Lo racconta l’Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi che per la bella stagione di quest’anno prevede per il giro d’affari dei tour operator italiani comunque una flessione del 5% sui numeri dello scorso anno. Come spiegano le rilevazioni effettuate presso gli operatori aderenti all’associazione, se il 2026 era iniziato con un trend di prenotazioni molto positivo, la frenata avvenuta tra marzo e maggio, all’indomani della crisi iraniana, è poi stata davvero brusca. Sia le tensioni geopolitiche che i timori per la carenza del carburante aereo hanno fortemente condizionato la domanda turistica in primavera con rallentamenti a doppia cifra.
Una discesa quindi per il momento solo parzialmente corretta grazie alla ripresa della domanda registrata da giugno: secondo gli analisti di Astoi questo trend quindi conferma che l’estate 2026 non sia preda di una crisi strutturale, ma solo di un cambiamento nei tempi e nei criteri di scelta. Gli italiani continuano a considerare la vacanza una priorità, ma attendono più a lungo prima di confermare, valutano con maggiore attenzione destinazioni e condizioni di viaggio, privilegiando formule di vacanza capaci di garantire flessibilità, affidabilità, sicurezza e tutela. Anche per questo, sul fronte delle destinazioni, l’Osservatorio evidenzia una redistribuzione della domanda più che un cambiamento radicale delle preferenze. In uno scenario internazionale complesso, gli italiani orientano le proprie scelte verso mete percepite come più sicure e facilmente raggiungibili.
La destinazione Italia quindi, in questo contesto, conferma un andamento molto positivo, in crescita rispetto al 2025 di circa il 3%, con buone performance per Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Nel Mediterraneo, Baleari, Grecia e Tunisia sono nuovamente tra le destinazioni più richieste; allo stesso modo sta performando anche Capo Verde, mentre il Mar Rosso evidenzia segnali di progressivo recupero. E infine è una meta di norma meno scelta in estate come il Nord Europa a far registrare invece un forte interesse. Per quanto riguarda invece il lungo raggio, Giappone e Cina risultano le mete più richieste della stagione, insieme a East Africa, Repubblica Dominicana, Messico e Sud America. Il rallentamento più marcato resta sempre quello legato alle mete del Medio Oriente e ai Paesi dell’area del Golfo, seguiti dall’Oceano Indiano e dal Sud-est asiatico, che registrano una flessione nell’ordine del 7 per cento.
I dati raccolti da Astoi ribadiscono che non cambia la vacanza, ma il modo di acquistarla. La durata media dei soggiorni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno, tra i 7 e i 10 giorni, con permanenze più lunghe per i viaggi di lungo raggio e su misura. I costi medi dei pacchetti variano in funzione della tipologia di prodotto: dai circa 900-1.200 euro a persona per il corto raggio e il prodotto Mare Italia, ai 2.500-2.700 euro per il medio raggio fino ad oltre 4.000 euro a persona per lungo raggio, tour individuali e viaggi tailor made, con pratiche più articolate. Per le prenotazioni dell’estate 2026 insomma, a modificarsi è soprattutto il processo decisionale: nonostante una quota significativa di vendite sia stata realizzata con formule di advance booking prima dell’acuirsi della crisi in Medio Oriente, cresce il peso delle prenotazioni effettuate nelle settimane immediatamente precedenti la partenza.
“L’Osservatorio conferma che il mercato sta attraversando una fase complessa, ma non strutturalmente compromessa – ha detto Pier Ezhaya, presidente di Astoi -. Dopo il rallentamento della primavera, da giugno la domanda è tornata progressivamente a crescere dimostrando che la voglia di viaggiare degli italiani resta solida. Il consumatore è più prudente e selettivo: attende più a lungo, cerca informazioni chiare, valuta con attenzione le destinazioni e chiede flessibilità, affidabilità e tutele concrete. In questo scenario il valore del turismo organizzato emerge con chiarezza: chi acquista un pacchetto turistico può contare su un unico referente, in grado di assistere il cliente prima, durante e dopo il viaggio, individuare soluzioni alternative e, nei casi previsti, attivare riprotezioni o procedere al rimborso”.





