L’apertura di un hotel nel centro di Milano, di questi tempi, è qualcosa di inaspettato. Ed è ancora più insolito se si tratta di un hotel ‘affordable’. Succede che, in un momento di estrema difficoltà per l’hotellerie a causa del crollo dei viaggi internazionali, che colpisce in particolare la città di Milano che vive sul turismo da oltre frontiera, viene inaugurato il settimo hotel meneghino del Gruppo B&B Hotels. Si chiama B&B Hotel Milano City Center Duomo, e ha aperto la settimana scorsa in via San Tomaso 4.
La catena alberghiera, che dispone di 42 hotel in Italia, quasi tutti classificati 3 stelle, ha presentato il nuovo B&B meneghino in linea con la filosofia del gruppo, ma di livello più raffinato, nella categoria upper-midscale, come già ha fatto con due 4 stelle nel centro di Firenze. In ogni caso, i prezzi sono lontani da quelli solitamente presenti negli alberghi del centro di Milano, perché una camera per due adulti nel nuovo B&B costa mediamente 60 euro a notte.
La struttura conta 59 camere, alcune con vista sul Duomo e sul Castello Sforzesco, più un rooftop di 150 metri quadrati e un giardino d’inverno. Il soggiorno è previsto in totale sicurezza, grazie al protocollo Safety Label High Quality Anti Covid-19 sviluppato da B&B Hotels Italia a tutela degli ospiti e dello staff. L’insegna alberghiera fa leva sull’attenzione posta al design e ai servizi, offrendo ad esempio materassi di ultima generazione made in Italy realizzati con un sistema innovativo, e servizi ‘smart’ come il pre-check-in online, il digital signage che offre suggerimenti interattivi per l’uso dello spazio e l’attuazione dei protocolli, e supporti multimediali nelle aree comuni e nelle camere. Non manca un dehor per lo smart working grazie alla connessione illimitata e gratuita.
L’edificio che ospita l’albergo è stato sottoposto a restauro, con un costo, si legge su Travelquotidiano, di 5 milioni di euro. Il gruppo, che ha l’obiettivo di arrivare a una sessantina di strutture in Italia nel 2023, stima di chiudere l’anno con una perdita di fatturato tra il 40% e il 45% nella Penisola. Lo afferma al giornale l’AD Valerio Duchini: “Un forte calo, ma decisamente meno della media del settore, che dovrà probabilmente fare i conti con riduzioni del 60%-70 per cento. Per quanto ci riguarda, hanno sofferto soprattutto le grandi città, dove i tassi di occupazione negli hotel si sono aggirati attorno al 20 per cento”.





