Gli investitori premono per acquistare hotel sulla piazza milanese, ma gli albergatori resistono. In questa Milano ai tempi del Covid sta andando in scena un ‘assalto alla fortezza’, con un nutrito numero di potenziali acquirenti che ‘assedia’ l’hotellerie meneghina, fa le sue offerte di acquisto, ma questa non cede, non li fa entrare, non si vuole svendere. La domanda, insomma, non incontra l’offerta.
L’appetito degli investitori è stimolato dal fatto che, mentre i valori del mercato residenziale resistono, gli immobili a uso alberghiero stanno subendo un contraccolpo che varia tra -9% e -33% a seconda della tipologia. La società di consulenza immobiliare World Capital Group ha fatto una stima del valore immobiliare medio di una camera nel 2020, che in un hotel a 5 stelle cala del 9%, in un 4 stelle regredisce del 23%, e i 3 stelle accusano invece la maggiore perdita di valore, pari a -33 per cento. La ripartenza del mercato si avrà a cavallo tra il 2021 e 2022, con crescite tra +13% e +26%, e che porteranno i valori immobiliari ad essere più alti addirittura del 2019. Il motivo per cui il mercato ripartirà con una crescita superiore rispetto alla fase pre-Covid lo spiega Andrea Faini, CEO di World Capital Group: “Alla fine del 2021, oltre alla ripartenza prevista del turismo internazionale, aumenterà anche il turismo domestico, per il fatto che gli italiani rimasti quest’anno nel Belpaese hanno riscoperto il piacere di viaggiare nella Penisola, hanno trovato posti bellissimi ed esperienze di qualità, quindi alcuni torneranno a mettere l’Italia tra le loro mete. Succederà quello che è accaduto con l’e-commerce durante il lockdown: tanti l’hanno provato per la prima volta, e trovandosi bene, hanno deciso di continuare a utilizzarlo anche dopo il lockdown”.
A far gola agli investitori sono anche le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, quando la domanda di camere in cui alloggiare si farà elevata. Gioca a favore anche la rigenerazione urbana in corso a Milano, come la riqualificazione dell’ex scalo Porta Romana, la cui gara è partita nei mesi scorsi e sono già una ventina, secondo quanto è stato diffuso, i player che hanno inviato manifestazioni di interesse a partecipare al bando. Nell’ex scalo ferroviario milanese sarà realizzato il villaggio olimpico, con edifici che ospiteranno gli atleti e alcune zone verranno trasformate a verde pubblico.
Un altro fattore che incide sulla corsa alle acquisizioni è il fatto che, a livello mondiale, si rincorrono i rumors su un possibile accordo tra i due big dell’hotellerie Accor e Ihg. Se andasse in porto, nascerebbe il gruppo alberghiero più grande al mondo, con un valore stimato di 17 miliardi di dollari e un portfolio di oltre 11mila strutture. Un merger di tale portata è prevedibile che faccia da volano ad altre acquisizioni locali.
Ma la domanda si ferma, per ora, alla porta d’ingresso. Il motivo è che gli alberghi milanesi godono ancora di buona salute, forti dei tassi di occupazione record registrati nel 2018 e nel 2019. Da più fonti si ipotizza che questa ‘resistenza’ cadrà nel 2021, anno in cui si vedranno concludere diverse operazioni di merger.





