Forte dei progetti realizzati all’estero, l’azienda lombarda guarda all’Italia per raggiungere il 20% di fatturato nel b2b

 

Chateau d’Ax gioca la carta del contract. Italiana e familiare fin dalla fondazione, l’azienda di Lentate sul Seveso è tra i leader di mercato nel retail, ma oggi sta investendo energie e relazioni sullo sviluppo del segmento hotellerie e residenzialità privata lusso, concentrando l’attenzione sul mondo professionale specializzato.

“Il nostro obiettivo è rendere chiaro a tutto il segmento contract – architetti, interior designer e agli stessi investitori – che la nostra azienda non lavora solo per realizzare salotti destinati al mercato retail, ma anche per strutture alberghiere o ville private”, rimarca il direttore Alessandro Colombo.

Con 350 negozi in franchising su scala internazionale, Chateau d’Ax ha una presenza capillare con il prodotto in serie, ma la flessibilità di un’azienda familiare e non enorme consente di seguire anche la progettazione di soluzioni complesse su misura o la produzione su progetto di architetti o designer. “Siamo in grado di offrire un servizio chiavi in mano per il disegno e la produzione di arredi per aree comuni e camere in ambito alberghiero oppure nell’housing – chiarisce Colombo -. Contemporaneamente siamo abituati a lavorare su specifiche indicate dai progettisti”.

Alessandro Colombo

Questa opzione è poco conosciuta in Italia, “mentre all’estero sono già avviati alcuni progetti – riferisce l’imprenditore – perché viene riconosciuto il valore aggiunto del made in Italy e inoltre offriamo grande flessibilità. Siamo conosciuti per il contemporaneo moderno, ma lavoriamo anche su prodotti in stile classico e barocco, sia per l’indoor che per l’outdoor. La struttura e i materiali di rivestimento sono definiti in base ai desiderata”.

Dunque prodotti tailored, ma con prezzi competitivi perché l’approccio sartoriale può sfruttare le economie di scala del segmento retail.

PROGETTI AMBIZIOSI

Il valore aggiunto offerto da Chateau d’Ax è l’ottimo rapporto qualità-prezzo, che non significa rinunciare ad un posizionamento alto. “Avere punti venduta che promuovono il marchio è un vantaggio anche per il b2b”, chiarisce Colombo. Questo vale però soprattutto con l’estero, dove il made in Italy da solo è già trainante.

“Abbiamo lavorato e stiamo lavorando su 4 e 5 stelle – aggiunge – dal Marriott di Bucarest al Marina Bay Hotel di Tangeri fino all’Holiday Inn di Dubai con soluzioni ad hoc studiate assieme ai progettisti e alla proprietà”. E per il Billionaire Resort di Malindi, in Kenya, Chateau d’Ax ha operato come main-contractor.

“Abbiamo ottenuto apprezzamento per la flessibilità e la velocità di reazione – aggiunge Colombo – che derivano dall’abitudine a gestire la catena di fornitura sui volumi del b2c. Ora stiamo spingendo sull’Italia, dove veniamo visti solo come un’azienda retail. Per questo a ottobre saremo in fiera a Rimini”. L’obiettivo dichiarato di Chateau d’Ax è di arrivare in 2-3 anni a una quota di fatturato oltre il 20% per il segmento contract.

70 ANNI DI QUALITÀ

Fondata nel 1948 a Lentate sul Seveso, in provincia di Milano, Chateau d’Ax è oggi uno dei leader mondiali nel mobile e lega il proprio nome al made in Italy di qualità. Esporta in 90 paesi e, dal 1994, ha sviluppato un network di punti vendita in franchising.

Azione e flessibilità sono marchi di fabbrica dell’azienda, che nei suoi 70 anni di storia ha sviluppato competenze approfondite sulla progettazione e produzione di mobili imbottiti, ampliando la gamma con mobili soggiorno e camera da letto, cucina e complementi d’arredo, andando a soddisfare clienti di fascia medio alta.

In ambito contract, Chateau d’Ax è in grado di arredare strutture alberghiere con progetti chiavi in mano, ma anche residence o appartamenti. Grazie al percorso compiuto con un team di designer, offre consulenza dedicata per la progettazione e la personalizzazione delle soluzioni d’arredo. E con la collezione Re-Life propone una innovativa collezione di tessuti eco-friendly: tessuti esclusivi che utilizzano fibre naturali completamente biodegradabili e PET dal riciclo delle bottiglie di plastica, ma anche dal recupero di materie prime usate con soluzioni organiche.