Innovazione, sostenibilità e digitalizzazione: questi i pilastri portanti dell’evoluzione che Gruppo Cimbali, specializzato nella progettazione e produzione di macchine professionali per caffè espresso, ha presentato alla fiera internazionale dell’ospitalità Host.
L’azienda, con quasi 110 anni di storia alle spalle e i suoi quattro brand LaCimbali, Faema, Slayer e Casadio, ha portato sul palcoscenico della manifestazione novità in termini di prodotto, di servizio e di iniziative per la sostenibilità. “L’innovazione è nel dna dell’azienda e oggi ancora di più diventa uno degli elementi che ci permetterà di aprire la forbice competitiva rispetto alla nostra concorrenza – spiega a Pambianco Hotellerie Andrea Clerici, group commercial director di Gruppo Cimbali -. Lo stand vuole riflettere questa immagine del brand, che tra l’altro è appena stata rinnovata per rinforzare ulteriormente il posizionamento dei nostri marchi e dare loro delle identità visive ben precise”.
Si parte dalla nuova M200, “l’ammiraglia di casa Cimbali, una macchina per caffè espresso che sostituirà la M100, un flagship di mercato nell’alto di gamma con dieci anni di gloriosa tradizione – prosegue Clerici -. Deve quindi rispondere a delle aspettative molto alte, ma in questi quattro giorni abbiamo avuto dei riscontri estremamente positivi dal punto di vista dell’interfaccia, con un beneficio in termini di usabilità, e della termica, che strizza l’occhio alla sostenibilità in termini di riduzione e ottimizzazione dei consumi”.
Inoltre, partendo dalla propria storia e unendo l’esperienza delle tante figure coinvolte negli ultimi dieci anni, dai baristi ai torrefattori, dagli ingegneri ai designer fino ai clienti e consumatori finali, LaCimbali ha messo a punto la superautomatica S20 Fresh Brew, con cui per la prima volta il marchio fa il suo ingresso in un segmento di mercato non legato all’erogazione di caffè espresso.
Sul fronte della digitalizzazione, Gruppo Cimbali ha lavorato invece con l’IoT dando vita a Global Remote Service Program, in collaborazione con TeamViewer, un software di connettività che permette un’interazione da remoto con la macchina per ottimizzare il servizio post vendita e la customer experience. “Un servizio che può essere e sarà un game changer – commenta Clerici -. Il Gruppo ha già iniziato una transizione dall’offrire macchine all’offrire soluzioni integrate. Questa è la nostra vera proposizione differenziante di business. Al momento, siamo i primi e gli unici ad approcciare il mercato con un’offerta di soluzioni all-in-one”.
Sono questi i risultati conseguiti a fronte di un 2020 “che tutto sommato non è andato male – conclude Clerici -. L’impatto che la pandemia ha avuto sul segmento horeca lo conosciamo bene, la sorpresa è che il gruppo è riuscito a limitare i danni in maniera più che proporzionale a quello che è stato l’impatto sull’horeca. Abbiamo avuto una contrazione di fatturato molto contenuta, nell’ordine del 15-18% rispetto al 2019. Adesso, nel 2021, il rimbalzo c’è stato, ovviamente differenziato per area geografica, e siamo tornati molto vicini ai livelli del 2019, anno in cui abbiamo registrato un fatturato poco sotto ai 190 milioni di euro”.





