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Prezzi hotel, gap ‘monstre’ tra lusso italiano e straniero

Confindustria Alberghi: “Il Pnrr non è sufficiente”

by Vanna Assumma
16 Novembre 2021

Confindustria Alberghi è stata audita venerdì 12 novembre presso la commissione Bilancio della Camera, nell’ambito dell’esame del decreto legge 152/2021, recante disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’associazione ha riferito che gli alberghi, oltre alla già drammatica situazione del 2020, hanno perso totalmente la produzione dei primi 5 mesi del 2021 e le immagini delle spiagge piene dell’estate scorsa possono aver dato l’idea che la crisi fosse ormai superata. I mesi estivi hanno da un lato visto crescere la domanda del mercato interno per le destinazioni mare ma hanno lasciato in una situazione di grave difficoltà l’offerta più vocata al turismo internazionale con particolare riferimento alle città d’arte.

Fondamentale quindi per il rilancio di un settore fortemente esposto alla concorrenza internazionale, l’obiettivo di stimolare gli investimenti destinati ad attività di ristrutturazione e riqualificazione. Per questo Confindustria Alberghi considera fondamentale il passaggio in Commissione e poi in Aula per integrare e potenziare la misura.

Sul credito d’imposta per le ristrutturazioni, considerata la rilevanza dell’intervento, è stato evidenziato che lo stanziamento risulta insufficiente, considerata anche l’ampiezza della platea dei beneficiari.  “Se non saranno potenziate – si legge in una nota dell’associazione – le risorse oggi disponibili non potranno incidere rispetto agli obiettivi di crescita qualitativa del settore. Il rischio è che si realizzi una sorta di ‘click day’, come quello già visto per il tax credit ristrutturazione, in cui i fondi si esaurirono in pochi secondi. In merito agli interventi agevolabili, sarebbe auspicabile inserire l’acquisto di mobili e componenti d’arredo, come previsto nel vecchio tax credit. Anche sulla fruizione del credito fiscale sarebbero necessari interventi di semplificazione e velocizzazione, puntando alla possibilità di un recupero immediato delle risorse considerate le difficoltà in termini di liquidità che le aziende stanno affrontando in questi mesi di crisi”.

Per lo stesso motivo, Confindustria Alberghi chiede che l’anticipazione prevista per il contributo a fondo perduto possa essere alzata dall’attuale 30% ad almeno il 50%, tanto più che la concessione è assistita da garanzie.

Sugli aiuti di Stato, l’associazione ha puntualizzato: “Ci si aspettava che misure destinate al rilancio e finanziate dalla stessa Europa potessero avere una disciplina ad hoc per evitare delle limitazioni che rischiano di rendere inefficaci la misura. Invece il temporary framework esaurirà i suoi effetti a fine giugno 2022. Al termine di questo periodo si tornerà al regime del de minimis che prevede un massimo di 200mila euro in 3 anni. E comunque dopo 18 mesi di crisi molte aziende, non solo grandi, ma anche medie e piccole hanno già utilizzato molta parte di quanto disponibile e paradossalmente proprio quelli che hanno sofferto maggiormente, saranno quelli più penalizzate nell’accesso alle risorse del Pnrr”.

Queste alcune delle richieste presentate nel corso dell’audizione cui si aggiungono, tra le altre, le criticità legate al tax credit, alla classificazione alberghiera e la sezione speciale del fondo di garanzia per le quali Confindustria Alberghi confida in ulteriori interventi migliorativi in sede di discussione in aula.

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