Smentita da Signa la notizia che è rimbalzata nei giorni scorsi sui quotidiani italiani relativa a una possibile vendita dell’hotel Bauer a Venezia, in seguito al ‘crack’ della società austriaca proprietaria dell’albergo.
Signa Rem Italia, contattata da Pambianco Hotellerie, ha precisato che la vendita non è all’ordine del giorno, mentre si sta pensando al rifinanziamento dell’operazione per concludere la ristrutturazione. “Il nostro obiettivo – ha affermato il presidente Heinz Peter Hager – è riaprire l’albergo nel terzo trimestre del 2025 o al massimo nel primo trimestre del 2026. Stiamo cercando finanziatori e abbiamo già interlocuzioni in stato avanzato. Quando il cantiere sarà concluso, l’hotel Bauer avrà 120 camere, di cui più della metà suite, e due negozi del lusso. Per uno è già stato trovato l’accordo con un brand di alta gamma e firmeremo a breve il contratto”.
Confermato l’accordo di gestione dell’hotel con Rosewood Hotels & Resorts, mentre per la residenza Grunwald, che è adiacente al Bauer ed è sempre di proprietà di Signa ed è anch’essa in ristrutturazione, è stato scelto Numa per lo svolgimento dell’attività.
Intanto il gruppo immobiliare fondato da René Benko ha presentato a fine novembre istanza di procedura di insolvenza a Vienna e detiene debiti nei confronti delle banche, come riporta La Nuova Venezia, che sono stati calcolati in oltre 5 miliardi di euro dal Financial Time. Il gruppo ha acquistato nel 2020 l’hotel affacciato sul canal Grande dal fondo Elliott, iniziando la ristrutturazione, ma ora i cantieri si sono fermati. “Momentaneamente”, sottolinea Hager, con l’idea di riaprirli a metà febbraio con i nuovi finanziamenti.
Nel frattempo, per rientrare dai debiti e pagare i creditori, il Corriere della Sera rivela che Signa ha già avviato la vendita del jet privato di Benko, della metà del grattacielo Chrysler di New York, e di altre proprietà immobiliari negli Stati Uniti.





