Più voci si sono alzate, durante l’opening ceremony del Ttg Travel Experience in corso in questi giorni a Rimini, per chiedere maggiore attenzione agli aeroporti regionali italiani, che possono diventare una chiave di volta per lo sviluppo del turismo in Italia.
Ha introdotto il tema il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad: “Assaeroporti ha appena chiesto aiuti pubblici per gli scali di prossimità. Il Governo deve rendersi conto che un sistema aeroportuale più capillare è vincente per fare arrivare gli ospiti a destinazione”.
Gli ha fatto eco l’assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini: “La sfida per i nostri territori è alzare il livello di internazionalizzazione dell’offerta turistica. Per fare questo, gli aeroporti sono fondamentali”.
Diversi relatori hanno declinato il tema del trasporto aereo verso le località più piccole come arma per decongestionare le mete più affollate e quindi gestire l’overtourism.
Inoltre gli aeroporti, e in più in generale le infrastrutture, sono uno degli attori che devono necessariamente fare sistema, come ha delineato il presidente di Ieg, Maurizio Ermeti: “I problemi che limitano lo sviluppo di un turismo buono e sostenibile in Italia vanno risolti in modo integrato. Il turismo ha bisogno di un grande coordinamento e non soltanto di promozione. Bisogna considerare l’esperienza complessiva che viene proposta ai visitatori, e quindi le domande da farsi sono le seguenti: come fare in modo che il turista raggiunga comodamente le nostre destinazioni? Quale mobilità e strutture urbane ha a disposizione? Come garantiamo la loro percezione di sicurezza? Come soddisfiamo la loro considerazione sul livello qualitativo dei nostri prodotti? Dobbiamo ancora affidarci alla classificazione per numero di stelle? Insomma, Governo, regioni, destinazioni e imprese devono arrivare a un ‘patto’ nella governance del nostro sistema. Tutti insieme, in modo integrato”.
Della difficoltà di fare sistema ha parlato anche il presidente di Astoi Confindustria Viaggi, Pier Ezhaya, riferendosi in particolar modo alla gestione della tecnologia: “I dati sono frammentari, molto verticali, manca invece un dato omnicomprensivo e integrato. Noi abbiamo creato un osservatorio che raccoglie i dati degli operatori in modalità blind, fruibili a tutti i soci ma solo in forma aggregata. Così è possibile conoscere i trend, soprattutto sull’ordinato, cioè sui mesi a venire, che è importante per l’operatore per decidere se attuare promozioni o altro su certe destinazioni”.
Anche la ministra del Turismo Daniela Santanché ha ricordato che è importante raggiungere tutti i territori: “In Italia abbiamo 5.600 borghi, dove si produce il 90% delle nostre eccellenze gastronomiche. Grazie anche a questi territori, l’Italia ha tutti gli elementi per avere un turismo 12 mesi l’anno. E già siamo riusciti a destagionalizzare, perché lo scorso febbraio abbiamo avuto una crescita del 7% dei turisti rispetto al 2023, a marzo dell’11% e a maggio del 13 per cento. Questi mesi indicano che la bassa stagione è più ricercata di un tempo”.
Infine, sempre durante la cerimonia inaugurale del salone di Rimini, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha accennato a una possibile revisione della direttiva Bolkestein: “La questione balneare è complessa perché l’Italia ha 8.000 km di costa e 30mila stabilimenti. Il Governo ha cercato una mediazione tra le esigenze dei balneari e le indicazioni europee, ma noi possiamo fare lobby e rimettere la direttiva Bolkestein sul tavolo della commissione europea. L’idea è di togliere i balneari da questa direttiva”.





