L’Italia è oggi una delle principali mete di destinazione del wellness tourism, cioè dei viaggi, nazionali e internazionali, effettuati per motivi di salute e benessere. Un mercato molto ampio, tanto che per l’anno 2023 le terme italiane in attività ammontano complessivamente a 317, producendo un fatturato totale pari a 1.647 milioni di euro. Da sottolineare anche che oltre il 90% di queste strutture termali operano in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale: sempre per l’anno 2023 è stato così pari a 101 milioni di euro il fatturato generato da cure gestite attraverso la sanità pubblica.
Ciò significa che gli stabilimenti italiani non solo utilizzano acque minerali efficaci nel trattamento di varie patologie croniche e nella riabilitazione funzionale, ma rispettano anche una serie di requisiti di carattere strutturale, organizzativo e professionale necessari per poter operare per conto del servizio sanitario. Come ad esempio adeguatezza degli impianti e delle attrezzature, disponibilità di personale con competenze specialistiche, accessibilità e qualità delle cure e osservanza delle norme in materia igienico-sanitaria.
Secondo un report sull’health tourism in Italia – presentato da Federterme in occasione del lancio di Italcares, portale digitale per lo sviluppo del turismo medicale – proprio i viaggi per motivi di salute si configurano come un settore in rapida crescita nell’economia italiana. Tanto che l’ente stima un tasso di sviluppo annuale intorno al 20% negli ultimi anni. A ciò si aggiunge che questo trend positivo del wellness tourism nel suo complesso sta contribuendo in modo importante anche all’economia italiana, con una spesa turistica stimata in quasi 89 miliardi di euro per il 2023, in crescita del 23% rispetto all’anno precedente.
Aggiunge Federterme che a livello europeo – secondo dati di Mordor Intelligence -, il turismo sanitario è destinato a crescere raggiungendo un valore di 16 miliardi di dollari entro il 2024 e 36 miliardi di dollari entro il 2029, con un tasso di crescita annuo del 18 per cento. Numeri importanti a livello continentale anche se – secondo Gp Studios – attualmente l’incoming di pazienti stranieri in Italia per turismo medico è una leva ancora da potenziare proprio rispetto ai numeri di altri Paesi europei. Infatti circa 5mila pazienti stranieri in media visitano l’Italia ogni anno per trattamenti medici, provenendo principalmente da Paesi arabi, Russia e Svizzera, con una spesa media a persona che varia tra 20mila e 70mila euro.





