Una piazzetta in una zona di Napoli definita off limits, i Quartieri Spagnoli, che assurge all’olimpo dei siti più gettonati in Italia dai turisti di tutto il mondo. È successo allo slargo dove si affaccia il murale di Diego Armando Maradona, in via Emanuele de Deo. Non ci sono evidenze empiriche sui numeri dei visitatori, ma la stima delle agenzie di viaggio riportata da Il Sole 24 Ore stabilisce che sei milioni di persone abbiano visitato il luogo nel 2023. Questo significa che il murale realizzato nel 1990 dall’artista Mauro Filardi si pone dietro al Colosseo di Roma per numero di visitatori nell’anno, ma davanti agli Scavi di Pompei.
Inoltre, l’opera di street art ha avuto anche una ricaduta sull’economia del territorio, ancor più dopo la morte di Maradona nel 2020. Infatti, secondo la ricerca che Unioncamere/Infocamere ha elaborato per Il Sole 24 Ore, nel raggio di un km² dal murale il numero delle attività economiche gestite dal Registro delle Imprese è aumentato del 5,5% rispetto al 2019, quando il numero 10 più noto al mondo era ancora in vita, e del 6,5% rispetto al 2021, quando Maradona era deceduto da un anno. Risultati in controtendenza con il totale delle attività economiche della città, che sono in calo sia rispetto al 2019 (-0,7%) sia in confronto al 2021 (-4,5%).
La piazzetta con l’effigie del Pibe de Oro è diventata quindi un ‘sepolcro’ dal 2020, al punto che lo spazio antistante è stato denominato Largo Maradona ed è diventato a pieno titolo una meta di ‘pellegrinaggio’. La memoria del calciatore tra i più amati al mondo ha quindi ridato lustro a una zona della città da sempre considerata arretrata e pericolosa.





