Le recenti rilevazioni dell’Osservatorio Turismo Confcommercio-Swg mostrano che il primo trimestre 2025 vedrà otto milioni di italiani in vacanza sulle montagne, con una spesa media intorno ai 380 euro a testa. Una vacanza più all’insegna del riposo (è l’obiettivo del 51% delle persone) che dello sport, ma soprattutto più breve rispetto alla classica settimana bianca, con una durata media che oggi si aggira sui 4-5 giorni. Dai dati dell’Osservatorio emerge che la struttura ricettiva preferita per un soggiorno in quota si conferma l’albergo, mentre il 14% sceglie soluzioni tipiche del contesto montano come baite, chalet e rifugi. Tra escursioni naturalistiche, degustazioni enogastronomiche e relax in Spa e centri benessere emergono attrattori differenti per la vacanza in quota, rendendo i flussi meno dipendenti dalle condizioni dell’innevamento.
La voglia di sci d’altra parte rimane comunque elevata (sono quasi 2,5 milioni gli italiani che praticano lo sci secondo i dati Panorama Skipass Turismo), e la pratica sportiva resta un elemento core della vacanza sulla neve (oltre 4 milioni di italiani, dati Panorama Skipass Turismo). A sottolinearlo sono anche i numeri del Dolomiti Superski, da 50 anni operatore leader dell’arco alpino con quattro milioni di utenti nella stagione invernale, 12 zone sciistiche, 1.200 km di piste, 450 impianti di risalita e 130 società funiviarie consorziate. La prima parte di stagione, fino all’Epifania, ha fatto registrare infatti, per tutte le tessere Dolomiti Superski e di valle, un +0,8% di giornate sci vendute, un +0,3% di primi ingressi e un +2,6% di passaggi agli impianti di risalita. Con una crescita interessante della clientela estera, soprattutto degli utenti provvisti dell’Ikon Pass, la tessera globale di cui Dolomiti Superski è partner da qualche anno, che rispetto alla scorsa stagione è aumentata del 35 per cento. Attualmente il 50% della clientela è internazionale, con un 20% rappresentato dalla sola Germania e il restante 30% suddiviso tra piùmercati. “Questi dati non possono fare altro che renderci soddisfatti dell’andamento della ‘stagione del giubileo’ per i 50 anni di Dolomiti Superski. Siamo sempre più convinti che la filosofia del costante investimento nella qualità del servizio sia quella giusta e la risposta della clientela nazionale e internazionale, fino a oggi, ci da ragione” commenta Andy Varallo, presidente di Dolomiti Superski.E il direttore marketing Marco Pappalardo aggiunge: “Anche quest’anno abbiamo registrato aumenti nelle vendite di skipass stagionali e del forfait famiglia ‘Superski Family’. Sono i prodotti che più attirano la clientela di vicinanza, residenti compresi, e questo ci fa ben sperare per il futuro. La risposta dei clienti ci conferma che lo sci è sempre ancora un punto importante della cultura montanara delle Dolomiti”.
In generale la montagna d’inverno genera un business miliardario che nella stagione 2023/24 ha generato un giro d’affari di oltre 23,7 miliardi di euro, con una crescita dell’8% rispetto ai quasi 22 miliardi della passata stagione. Il dato, comunicato dall’Osservatorio Italiano del turismo montano, redatto da Jfc, comprende le ricadute dirette, indirette, l’indotto e le ricadute sulla filiera delle imprese che forniscono altri servizi collaterali. Quest’anno invece, nella stagione invernale 2024/25 il fatturato della montagna bianca italiana, tra spese dirette e indirette, ha totalizzato 11,67 miliardi, con un aumento del 4,2 per cento.
PIÙ STRANIERI MENO ITALIANI
Trend positivo anche per l’hotellerie, come rileva Claudio Coriasco, general manager R Collection Hotels:“nelle nostre strutture di Courmayeur e La Thuile, entrambe 5 stelle, l’avvio di stagione 2024-2025 ha fatto registrare una crescita significativa di arrivi e presenze di alcuni punti percentuali, grazie in particolare agli ospiti stranieri, che hanno compensato il lieve calo della clientela italiana. Altrettanto buoni sono i segnali per il prosieguo della stagione grazie alla nostra capacità di proporre agli ospiti esperienze di vacanza personalizzate e variegate, che vanno ad arricchire l’offerta sciistica”. Ottimismo anche per Th Resorts, 12 strutture per tutto l’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Trentino-Alto Adige. “A fine gennaio abbiamo pareggiato i risultati dello scorso anno in termini di performance, e anche l’outlook per la seconda parte della stagione – afferma Alberto Peroglio, AD di Th Resorts – ci fa pensare che chiuderemo con una crescita del fatturato del 15 per cento. Le prenotazioni per le settimane bianche di febbraio e marzo fanno registrare un eccellente andamento sia in termini di occupancy che di revenue. E siamo certi che le prenotazioni last minute per Pasqua ci daranno un’ulteriore spinta”. Tra attenzione al prezzo e volontà di offrire servizi a 360 gradi, le strutture ricettive lavorano per ampliare mercati e target, qualificando e segmentando sempre più la loro offerta. “Abbiamo investito in modo significativo sulla promozione nei mercati internazionali – continua Peroglio – e questo ha generato una loro crescita, in particolare di quello polacco. Stiamo registrando anche una crescente fidelizzazione della clientela nazionale, in particolare delle famiglie, uno dei nostri target principali. La qualità dei nostri servizi legati al benessere, la Spa con piscina è ormai un servizio irrinunciabile ad altissima intensità, e le proposte per i bambini ci stanno premiando. Gli spazi ‘Th Land’ dedicati ai più piccoli e il lavoro della ‘Th Crew’, dedicato ai giovani ospiti e incluso nella formula ‘Allyou can ski’, ci stanno dando grandi soddisfazioni in termini sia di revenue che di customer satisfaction”. I ritocchi delle tariffe sono però trasversali e riguardano, non solo gli alberghi, ma anche gli skipass. Dolomiti Superski ha adeguato i suoi prezzi in misure diverse a seconda della tipologia di abbonamento, lo stagionale è aumentato di meno del 3%, e il giornaliero di circa il 5 per cento.
SPAZIO ALL’ORIGINALITÀ
Non mancano gli investimenti in innovazione, sia di prodotto che di servizio, per ridurre i consumi di plastica e per invogliare i giovani fino a 25 anni (studenti universitari, lavoratori) a sciare nel tempo libero.Servizi sempre più personalizzati ed esperienze ‘complesse’ sono dei must irrinunciabili. “I nostri clienti – racconta il GM di R Collection Hotels– trovano nel nostro Ski Concierge un supporto personalizzato con cui li aiutiamo a costruirsi una vacanza tailor made che va oltre lo sci. Organizziamo tour di scialpinismo, l’eliski o tour in elicottero, un numero crescente di visite in cantina o nei caseifici oppure escursioni naturalistiche sia a piedi che con le ciaspole. Il tutto con un team di guide e istruttori altamente qualificati”. E tra le ‘cose’ uniche che si possono trovare in Italia c’è Skyway MonteBianco, un’esperienza verticale per raggiungere il punto più alto d’Italia e godere di un panorama unico in Europa. “L’inizio della stagione invernale è stato positivo con un lieve aumento di visitatori rispetto agli anni passati – racconta la presidente Federica Bieller – ma i mesi di febbraio, marzo e aprile per noi sono mesi importanti in termini di fatturato.È il periodo idealeper fare la discesa con gli sci più iconica al mondo: la Vallée Blanche, 22 km di fuoripista tra i ghiacciai con partenza in Italia ed arrivo in Francia”. Tra i circa 250mila visitatori annui (spesa media 60 euro pro-capite) ci sono persone di ogni tipo. “Skyway Monte Bianco non ha infatti un target specifico – sottolinea la presidente – ed è un’esperienza turistica così straordinaria che tutti dovrebbero vivere almeno una volta. Abbiamo target differenti: dalle famiglie agli alpinisti, da chi sceglie l’impianto per meeting e congressi a chi lo fa per celebrare il proprio matrimonio. La nostra clientela è sempre più internazionale, ma il mercato numero uno rimane quello italiano, seguito da quello francese, svizzero e poi inglese, con una crescita interessante dei mercati americano e nordeuropeo”. Skyway sta anche affrontando la sfida dell’innovazione e del futuro della ‘montagna bianca’ impegnandosi a rispettare e preservare lo straordinario ambiente naturale circostante. “Per me il futuro della montagna è riassunto in una parola: qualità”, è la chiosa di Bieller, che sta lavorando per trasformarela funivia da mezzo di trasporto a vera e propria destinazione,con un setcompleto di altri servizi (gastronomici, culturali ed esperienziali), portando la cultura dell’ospitalità e la ricerca del ‘bello’ tipico dell’hotellerie anche all’interno del mondo dei trasporti a fune.





