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Effetto Trump, a marzo i turisti europei verso gli Usa sono calati del 17%

Lo skyline di New York

Effetto Trump, a marzo i turisti europei verso gli Usa sono calati del 17%

by Davide Deponti
15 Aprile 2025

Secondo Tourism Economics, rivista scientifica internazionale sul mondo del turismo, per il 2025 si prevede un calo dei flussi turistici in ingresso negli Stati Uniti del 9,4 per cento. Se nel 2024, prima dell’inizio dell’amministrazione Trump, gli arrivi di viaggiatori stranieri nel Paese erano segnalati in possibile aumento del 9%, nel nuovo anno già a gennaio il dato era stato rivisto al ribasso segnando un -5% anno su anno. Si tratta di un possibile serio problema per l’economia americana nella quale il turismo internazionale è un settore che contribuisce al 2,5% del Pil. Nel 2024 inoltre, la spesa dei visitatori internazionali negli Usa aveva toccato i 253 miliardi di dollari, pari al 19% della spesa turistica totale. Secondo il magazine americano Fortune la spesa dei turisti stranieri crollerà dell’11%, con una perdita di 18 miliardi di dollari negli Stati Uniti rispetto al 2024.

Anche la Us Travel Association, associazione di categoria di aziende e operatori americani del settore travel, ha avvisato i suoi associati che è prevista al momento una riduzione del 10% dei viaggi per turismo dal Canada agli Usa: evento che potrebbe comportare 2,1 miliardi di dollari di spese perse e 14mila posti di lavoro in meno. A tal proposito, durante la recente assemblea annuale degli azionisti, Air Canada ha dichiarato che le prenotazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 10% nel periodo aprile-settembre rispetto allo stesso periodo 2024. Le motivazioni principali citate da tutti gli analisti per spiegare questi trend sono l’inasprimento dei dazi americani verso l’estero e la retorica ostile di Trump verso Europa, Canada e persino Groenlandia.

Il calo di turisti in partenza verso gli Stati Uniti sembra essere forte anche per quanto riguarda i viaggiatori europei. Secondo quanto riferito da Worldyfinance, portale di informazione a 360 gradi sul mondo economico finanziario, nel mese di marzo appena concluso ci sarebbe stata una diminuzione del 17% rispetto allo stesso periodo del 2024 nel numero di arrivi negli Usa provenienti dai Paesi dell’Europa occidentale. Da alcuni di questi, come Irlanda, Norvegia e Germania, il calo sarebbe addirittura superiore al 20%. Secondo questo report alla base di questa tendenza ci sono soprattutto timori legati alla situazione politica e al clima ostile che si percepisce alla frontiera, legato alle politiche portate avanti con durezza dall’amministrazione Trump.

A conferma di questa analisi ci sono infine i dati di una catena alberghiera come Accor che ha visto le prenotazioni estive da parte degli europei negli Usa calare del 25% nel 2025, mentre secondo la piattaforma di prenotazioni di vacanze Omio le cancellazioni di viaggi verso gli Usa sono aumentate del 16% in media dall’Europa e addirittura del 40% da Regno Unito, Germania e Francia. L’impatto è registrato anche dalle compagnie aeree: Virgin Atlantic ha registrato un rallentamento della domanda, mentre Delta segnala un calo significativo delle prenotazioni dal Canada.

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