La proprietà di Palazzo de’ Rossi esplora nuovi partner per un grande progetto di ricettività, ristorazione e benessere che porti il ‘castello’ a diventare un crocevia culturale.
Un unico proprietario, il marchese Ippolito Bevilacqua Ariosti, e un affascinante complesso articolato in tanti ambienti su 7.000 mq (e con oltre trenta ettari di terreno) tra palazzo nobile e borgo di fine ‘400 a Pontecchio Marconi, in provincia di Bologna. Un luogo in cui si respira calma, si affonda il pensiero nei dettagli della storia e dei Papi che lo hanno visitato, si vive lo scorrere del tempo ‘fuori dal tempo’. Si tratta di Palazzo de’ Rossi e del suo borgo, caratterizzati da uno stile tardo gotico mixato con elementi del Rinascimento bolognese, che ospitano attualmente un hotel di 16 camere, un ristorante gourmet, 12 appartamenti di 18 camere e spazi per eventi aziendali e matrimoni. Si tratta di attività di successo e decisamente performanti ma l’obiettivo di Bevilacqua Ariosti è di allargare gli orizzonti e innalzare la qualità del complesso fino a farlo diventare un ‘castello’, come già del resto veniva definito fino agli anni ‘50. Il nuovo progetto richiede un restauro importante e punta al completamento delle attività già in essere attraverso quattro pillar: la ricettività, la ristorazione, il benessere, e l’organizzazione di eventi sia celebrativi sia culturali. Nello specifico, si prevede la realizzazione di appartamenti a uso turistico nel borgo antico e nella chiesina, nonché di altri tre format f&b tra ristorante tradizionale, enoteca e gelateria/pasticceria,a cui si aggiungono un residence nell’orangerie e una Spa di circa 3.500 mq tra interno ed esterno.
PROGETTARE LA STORIA
Per lo sviluppo del progetto, la proprietà desidera aprire un confronto con potenziali partner con i quali condividere un budget sostenibile per il complesso delle attività, definire la titolarità e le modalità dei lavori di ristrutturazione, nonché il canone d’affitto che potrebbe essere parametrato ai fatturati. “Sono molto orgoglioso di questo ‘castello’ – aggiunge Bevilacqua Ariosti – e non nascondo che, in seguito a un proficuo confronto con uno o più partner, potrebbe anche essere accettata un‘alternativa all’intero progetto, con l’obiettivo di orientare tutto il complesso all’ospitalità alberghiera. Sono ipotesi da definire, considerando che si tratta di un bene molto prestigioso, immerso nella valle del Reno, tra aree naturalistiche protette e vicino a due percorsi suggestivi, la via della Seta e la via degli Dei. Ma oltre all’importanza ambientale, il palazzo e il borgo hanno una valenza storica incredibile, costruiti nel 1482 da una famiglia parmense, i Rossi, e appaiono ancora oggi nello splendore e nell’autenticità di allora. Chiunque visiti il luogo rimane ammaliato dal suo antico fascino. Tuttavia – conclude – non è un ‘castello delle fiabe’. Si tratta di un luogo che ha avuto un importante valore economico perché ha dato origine a una fiorente produzione agricola grazie alla vicinanza delle acque del Reno e alla realizzazione, già nell’antichità, di una chiusa e di bacini d’irrigazione. Non solo, il ‘castello’ ha goduto anche di un forte prestigio politico, motivo per cui è stato visitato dai papi Giulio II, Paolo III e Leone X, nonché da Giovanni II Bentivoglio, Torquato Tasso, Guglielmo Marconi. Quest’ultimo ha indagato e risolto problemi relativi alle frequenze radio, che in realtà sono solo una parte di tutte le ‘frequenze’ attraverso cui si manifesta ogni componente vivente”.
HUB CULTURALE
L’accenno a Marconi permette di sottolineare un’altra potenzialità aggiuntiva del ‘castello’ (che si trova proprio nella località che prende il nome dall’inventore italiano), ovvero la valenza culturale, che poche iniziative ricettive riescono a sviluppare con tanta ampiezza di offerta. Invece il progetto di rinnovamento di Palazzo de’Rossi e del borgo attiguo potrebbe anche allargarsi all’organizzazione di importanti eventi culturali e diventare una sorta di ‘crocevia di saperi’. Tra i focus che potrebbero trovare spazio di discussione si citano temi scientifici, dalla fisica quantistica all’intelligenza artificiale, dalle vibrazioni e frequenze che riguardano la vita fino ad arrivare alla mindfulness. Ma anche argomenti letterari, artistici, educazionali, ludici. “Tra l’altro – chiosa Bevilacqua Ariosti – questi eventi diventerebbero un elemento di grande stimolo e di attrattività per le attività economiche e imprenditoriali che si svolgono nei bellissimi spazi adiacenti. Siamo già al lavoro al riguardo, stiamo tessendo trame…”.





