Il Covid è stato proprio uno spartiacque, c’è un prima e un dopo, e questa evoluzione riguarda in particolare il mondo del turismo. Se ne è parlato nell’ambito dell’Hospitality Forum 2025 organizzato a Milano da Castello Sgr e Scenari Immobiliari, che ha evidenziato le nuove abitudini dei viaggiatori. “In passato, quando i clienti trascorrevano due settimane nel resort – ha sottolineato Antonello Cocco, general manager W Sardinia – non mettevano piede fuori dal villaggio, mentre ora si viaggia per scoprire la destinazione, per conoscere il territorio, fare esperienze autentiche, con artigiani locali. Quindi, aldilà dell’offerta di un servizio eccellente, l’hotel deve lavorare sul territorio per rendere la logistica fruibile e creare un sistema tra più realtà affinché l’ospite possa vivere anche all’esterno la continuità dell’eccellenza che sperimenta nel resort. Voglio anche aggiungere una curiosità, che può sembrare strana, ma sei anni fa la Sardegna era pressoché sconosciuta in Usa e nel mondo”. Ha concordato su questo argomento Giampiero Schiavo, AD di Castello Sgr: “Il W Sardinia non è solo il lancio di un 5 stelle lusso, ma riguarda la conversione della destinazione, dove creiamo infatti otto outlet di f&b”.
Oltre ai comportamenti dei turisti, cambiano anche i tempi del viaggio, come ha osservato Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding: “In generale le persone viaggiano di più. Un tempo, gli high net worth individuals facevano 3/4 viaggi l’anno, ora ne fanno più di dieci. E soprattutto, l’aspetto più interessante è che preferiscono viaggiare nei periodi di spalla. Ne mese di maggio noi realizziamo il fatturato che un tempo facevamo a luglio e nel mese di giugno generiamo le revenues che erano proprie di agosto. Si cercano inoltre destinazioni meno affollate ed esperienze local”.
Un’altra evoluzione l’ha evidenziata Valeriano Antonioli, CEO Lungarno Collection: “Prima del Covid, al mondo esistevano 109 alberghi con un Adr oltre 1.000 dollari, oggi ci sono oltre 420 hotel che hanno queste tariffe, e 70 dei quali sono in Italia”.
Intanto si differenziano i mercati e aumentano gli high net worth individuals. “Negli Usa – ha illustrato Gabriele Magotti, chief investment officer di Invel Real Estate Management – l’1% della popolazione più ricca detiene il 33% della ricchezza netta del Paese, mentre il 50% più povero detiene il 3% della ricchezza netta”. E ha concluso Corrado Trabacchi, partner Orion Capital Managers: ” Ci aspettiamo in Europa nei prossimi 10 anni ben 800 milioni di turisti indiani benestanti, ovvero tre volte la popolazione americana”.





