È finalmente partito in Italia il treno di lusso La Dolce Vita Orient Express, promosso da Arsenale in partnership con Trenitalia-Gruppo Ferrovie dello Stato e con il brand Orient Express di Accor. Le tariffe sono ancora superiori a quelle pensate inizialmente, come ha raccontato l’AD di Arsenale Paolo Barletta durante la scorsa edizione di Ithic a Roma: “Pensavamo a un Adr di 3.600 euro, a notte a persona, e invece da quando siamo partiti lo scorso aprile siamo arrivati a 4.300 euro e ci proiettiamo nel 2026 a 4.400 euro”.
Nel corso della conferenza, Barletta ha sottolineato che il progetto è stato molto sfidante e che la più grande difficoltà è stata quella di ‘costruire’ i convogli: “Da gruppo alberghiero, siamo diventati anche gruppo industriale. E devo riconoscere che la gestione di un treno di lusso è molto più complicata di quella di un albergo, perché, aldilà delle carrozze, bisogna realizzare le infrastrutture ferroviarie nonché le connessioni tra ferrovie e stazioni. Inoltre il progetto non è stato finanziato da investitori istituzionali, a parte qualcosa che è arrivato da Monte dei Paschi. Infatti siamo partiti con una capacity limitata, attorno al 50% di occupazione, ma siamo arrivati al 75 per cento. Inoltre, ci siamo resi conto che i costi sono superiori rispetto a quello che pensavamo, e questo è probabilmente dovuto a inefficienze che dovremo migliorare”.
Non sono mancate difficoltà legate alla gestione del personale: “Abbiamo avuto discussioni complesse con i sindacati – ha aggiunto Barletta – perché il modo di lavorare a bordo è molto diverso di quello a terra. Il problema principale è sui riposi: il lavoratore dovrebbe avere 10 ore continuative di riposo tra un turno e l’altro, ma questo non è possibile perché bisognerebbe allora avere tantissimo personale a bordo. Noi vogliamo creare flessibilità a seconda degli orari dei treni e delle fermate. Comunque, mentre la maggior parte dei treni in Europa adotta contratti ungheresi per il personale, noi abbiamo firmato solo contratti italiani. E aggiungo che stiamo investendo sui talenti, anche economicamente. Le persone competenti costano e a volte gli investitori non lo comprendono e ci dicono che le marginalità potrebbero essere migliori e che bisogna tagliare gli overhead. Ma per noi il talento è un grande valore aggiunto”.
Quello del personale è un punto di forza per i ‘binari di lusso’ di Arsenale, perché il rapporto tra staff e viaggiatori è di uno a due, ovvero circa 33 persone di equipaggio per 62 turisti a convoglio .
Trattandosi inoltre di un treno che evoca la mitica storia dell’Orient Express, l’AD di Arsenale ha fatto notare che è diventato un oggetto iconico, un’attrazione, perché tante persone sui binari si fanno la foto per postarle sui social.
Ampliando il discorso sul turismo in Italia, Barletta ha aggiunto che la Penisola è uno dei Paesi con più destinazioni di lusso al mondo ma il problema sono le infrastrutture. “Il lusso si sposterà dove arriveranno le infrastrutture. Ad esempio, in Calabria ci sono tantissime opportunità, il mare è molto bello e la regione ha borghi, città e paesaggi meravigliosi, e soprattutto gli aeroporti adesso cominciano a funzionare”.
Oltre alle ‘rotaie di lusso’, presenti e in via di costruzione anche in Arabia Saudita e in Egitto, Arsenale ha la proprietà di sei strutture alberghiere in Italia per 406 chiavi.






