Un brand in forte crescita, partito ‘in sordina’ qualche anno fa e lanciato ufficialmente nel 2025: Almar Resorts & Spa di Hnh Hospitality ha già raggiunto 38,4 milioni di euro di fatturato con tre alberghi, in Veneto, Sicilia e Sardegna. Si tratta di una quota consistente del giro d’affari di Hnh, oltre il 30%, dato che il gruppo capitanato da Luca Boccato stima ricavi attorno a 125 milioni quest’anno.
Ne consegue che Hnh, da sempre definito operatore white label, pur continuando a collaborare con i brand internazionali, sta investendo fortemente sul marchio di proprietà, con iniziative di capex in corso. A partire da Almar Timi Ama a Villasimius, in Sardegna, su cui il gruppo ha investito 12 milioni di euro per il rifacimento della spa, delle sale meeting e delle 238 stanze, di cui le ultime saranno rinnovate quest’inverno, con conclusione dei lavori nel 2026.
Anche Almar Giardino di Costanza a Mazara del Vallo, in Sicilia, vedrà la nascita di due penthouse suite, e va detto che. in generale su tutte le strutture del brand, compreso Almar Lido a Jesolo, nel Veneto, sono in corso investimenti tecnologici, come spiega Maria Pia Intini, managing director Almar Resorts & Spa: “Sul brand c’è un forte desiderio di crescita. Prima non c’erano strategie comuni e i tre hotel non si ‘parlavano’ da un punto di vista tecnologico. Ora stiamo creando un nuovo sistema di booking centralizzato e un Crm che ci permette di profilare meglio i nostri ospiti. Inoltre, lanceremo una strategia di comunicazione unificata sul brand e faremo un aggiornamento digitale del sito web. A questo si aggiungono progetti di formazione del personale”.
Va anche detto che il 2025 è il primo anno in cui l’albergo di Villasimius non è più in franchising con Pullman di Accor. E nonostante l’assenza di questo brand, “le revenues sono cresciute del 20% – sottolinea Intini – e questo dimostra che performiamo meglio. L’anno scorso utilizzavamo i sistemi di prenotazione di Accor, mentre quest’anno abbiamo creato un sistema targhettizzato specificamente sul mondo resort e questo ci ha premiati”.
Il ‘mondo’ Almar infatti è esclusivamente dedicato ai resort, considerando con questo termine una struttura ricettiva con più facilities, più outlet f&b, strutture wellness, piscine, banchettistica e ampi spazi esterni. “Trattandosi quindi di una proposta con varietà di offerta e complessità di servizi – continua la managing director di Almar – il soggiorno nei resort è più articolato rispetto a un urban hotel e quindi bisogna avere un sistema dedicato che permetta maggiore efficienza. Noi l’abbiamo fatto e l’obiettivo di Almar, a livello di fatturato, è di crescere del 10% ogni anno”.
Intini anticipa anche che il gruppo sta pensando ad altre aperture, sempre in gestione come quelle attuali di Almar, e sta monitorando diverse destinazioni, tra cui Puglia, Liguria, Toscana, Calabria, e ancora Sicilia e Sardegna.
Per quanto riguarda la proprietà dei tre hotel Almar, tutti di categoria 5 stelle, quello di Jesolo è in mano a un fondo francese, quello sardo a una famiglia privata e quello siciliano ha una storia molto particolare perché fa parte dell’agenzia nazionale dei beni confiscati dalle mafie. “Una gestione che ha un risvolto etico importante – conclude Intini – e che vorremmo comunicare adeguatamente”.






