Continua la crescita del brand italiano The Cocoon Collection a Zanzibar, dove il marchio della famiglia Azzola conta già tre strutture (Gold Zanzibar, Island Pongwe Lodge e Bawe Island). Il poker si completa con l’ultimo progetto in arrivo a Prison Island, piccola isola della Tanzania e uno dei luoghi più iconici dove ha sede una riserva naturale di tartarughe giganti. In una parte dell’isola Cocoon creerà un resort 5 stelle di 40 ville, da 100 a 200 mq, ispirato alla tradizione locale ‘afro-araba’.
I lavori per la costruzione del resort cominceranno a breve, a novembre 2025, e l’inaugurazione è prevista per la fine del 2026. “L’investimento – racconta Attilio Azzola, founder e corporate sales manager di The Cocoon Collection – si aggira su 20 milioni di dollari a cui si aggiungono quasi sette milioni per la concessione dell’isola”.
Il valore dell’operazione, come già avviene in tutti i resort del gruppo nell’Oceano Indiano, consiste anche nel creare opportunità di sviluppo per la comunità locale e valorizzare le peculiarità del territorio: “Prison Island ha un forte heritage storico e culturale – continua Azzola – e infatti noi siamo entrati ‘in punta di piedi’ con l’idea di valorizzare i resti storici legati al periodo coloniale. La vecchia prigione e l’ospedale, ad esempio, rappresentano un periodo ‘triste’ dominato dalla schiavitù ma noi vogliamo valorizzare questa memoria storica rendendola vitale e foriera di nuove attività. L’idea è quella di trasformare questa area in un centro culturale con mostre, esposizioni, concerti. Intanto, abbiamo già realizzato un museo sulla storia di Zanzibar e introdotto alcuni artigiani locali che vendono pro-bono. Inoltre, abbiamo ristrutturato il santuario delle tartarughe, creando anche una nursery, e l’obiettivo è quello di realizzare una riserva marina naturale intorno all’isola”.
Per quanto riguarda la destinazione, Zanzibar sta ‘esplodendo’ a livello turistico, con l’arrivo di brand internazionali come Four Seasons e Anantara. “Solo qualche anno fa – aggiunge il founder di Cocoon – la destinazione era fuori dai radar del turismo di alta gamma. E il motivo era legato principalmente alla carenza di infrastrutture, con strade interne e un aeroporto inadeguati ad accogliere viaggiatori abituati a standard di lusso”.
Con questa quarta location, il gruppo italiano vanta una presenza forte a Zanzibar, che assiste a flussi provenienti soprattutto dall’Europa. Francia, Germania e Italia guidano le presenze con performance allineate tra loro, seguite da Spagna, Regno Unito e dai mercati dell’Europa centrale e orientale. Le aree extra Ue restano ancora marginali, ma costituiscono una priorità strategica per i prossimi anni, in vista di una progressiva espansione verso i mercati a lungo raggio, in particolare Nord America, Medio Oriente e Asia. Per questo Cocoon sta lavorando per entrare in network internazionali di alto profilo come già ha fatto con Serendipians.
A livello di gruppo, Azemar Holding, a cui fanno capo il tour operator Azemar e la divisione alberghiera The Cocoon Collection, stima di raggiungere il ‘tetto’ dei 100 milioni di euro nel 2025. Fatturato spinto soprattutto dai resort, sia a Zanzibar sia alle Maldive. Per quanto riguarda quest’altro arcipelago nell’Oceano Indiano, dove sono già presenti Cocoon Maldives, You&Me Maldives e Joy Island, inizieranno a breve i lavori per un altro resort di fronte a Joy Island.






