Un doppio anniversario che diventa occasione di una sinergia tutta veneziana tra il mondo della porcellana di lusso e la ristorazione d’alta gamma. Due ricorrenze – 260 anni per la manifattura di porcellane Geminiano Cozzi e 250 anni per lo storico Gran Caffè Quadri in Piazza San Marco a Venezia – che hanno evidenziato come il settore dell’hotellerie e della ristorazione d’alta gamma siano un asset strategico per il marchio di porcellane, il cui fatturato nel 2024 si è attestato a quattro milioni di euro (generato per la quasi totalità in Italia, ma con una quota rilevante in Usa) e con un ebitda margin double digit. Le previsioni per la chiusura del 2025 riportano ancora un segno positivo, con una crescita intorno al 20% sempre focalizzata nel settore dell’accoglienza e dei progetti su misura per i lifestyle brands.
“Il settore hotellerie – ha dichiarato a Pambianco Hotellerie Antonio Tognana, CEO di Geminiano Cozzi – è il focus principale della nostra attività. L’obiettivo è creare porcellane che non solo siano funzionali, ma anche un veicolo per valorizzare la presentazione e la degustazione di un piatto. Questa linea è già in distribuzione e stiamo ottenendo ottimi riscontri. Siamo infatti riusciti a posizionarla in contesti prestigiosi, come le navi Crystal Cruises e in un hotel di lusso a Marrakech. Inoltre, un’altra delle nostre linee speciali è già presente al ristorante Caffè Stern di Parigi, sempre dei fratelli Alajmo”.

Durante l’evento per le due ricorrenze è stata presentata la collezione 510, il cui nome deriva appunto dalla somma dei rispettivi anni delle due realtà imprenditoriali e che rielabora decori storici con un taglio capace di andare incontro alle esigenze degli chef di oggi. Frutto della collaborazione tra Antonio Tognana e i fratelli Raffaele e Massimiliano Alajmo, alla guida del Gran Caffè & Ristorante Quadri dal 2011, la nuova collezione 510 reinterpreta tre decori storici: Leon Rosso, Feston Blu e Chinesi Fiori Finiti. “Insieme ai fratelli Alajmo – racconta Tognana – abbiamo deciso di selezionare tre decori originali di Geminiano Cozzi. Abbiamo però voluto mantenere metà dei piatti bianchi: in questo modo il piatto è come una tela su cui gli chef possono esprimere la loro creatività e presentare una pietanza nel modo più affascinante possibile”.
“È un incontro tra visione contemporanea e radici storiche – ha dichiarato Raffaele Alajmo, CEO del Gruppo Alajmo – che prende forma sulla linea Burano, in bone china, caratterizzata da linee delicate e profili leggermente smerlati. Un design che fonde grazia artigianale e semplicità moderna”.
“Nel ‘700 – ha sottolineato Marcella Ansaldi, studiosa di arti applicate – Cozzi riesce a carpire il segreto della composizione della porcellana, ottenendo dalla Serenissima l’esclusiva per produrre quella materia sottile e luccicante. I suoi decori, vivaci e raffinati, rispecchiano il gusto della Venezia dei fasti, caratterizzando in modo inconfondibile i prodotti marchiati con l’àncora rossa della storica manifattura”.
“Geminiano Cozzi è stato un grande imprenditore”, ha aggiunto Gherardo degli Azzoni Avogadro Malvasia, architetto e storico dell’arte. “Le sue porcellane si distinguono per una modernità sorprendente, per una creatività che anticipa i tempi. Molti decori risentono di influssi neoclassici e risultano ancora oggi attuali”.





