L’alta montagna si ‘struttura’. I rifugi alpini, un tempo semplici punti di sosta e riparo, si trasformano in chalet esclusivi e dj set.
Quando si parla di ‘alta quota’ si fa riferimento alla montagna incontaminata, lontana dai centri abitati, ma abbastanza raggiungibile per godersi paesaggi mozzafiato. E se fino al secolo scorso i versanti alpini erano costellati solo da seggiovie, piste per sciatori e rifugi per escursionisti, oggi si animano di après-ski, dj set e chalet esclusivi. Dopo aver ballato al tramonto, godendosi uno spritz a duemila metri di altitudine, i turisti possono soggiornare in strutture immerse nella neve, dove di notte l’unica fonte di luce proviene dalle stelle della Via Lattea.
In ‘cima’ al divertimento
I primi après-ski – termine che significa letteralmente ‘dopo lo sci’ – sono comparsi sulle Alpi francesi e austriache verso la metà del secolo scorso. Inizialmente erano vissuti come luoghi di relax e convivialità dopo una giornata sportiva, ma, negli anni, si sono trasformati in una vera e propria tradizione di festa con musica, balli ed eventi. Spiccano, ad esempio, sulle cime d’oltralpe i rinomati La Folie Douce, format attivo dal 1981 che conta oggi sette diverse destinazioni, Cocorico, in Val d’Isère e Tignes, e Rond Point, nella località di Meribel.
Questo fenomeno negli ultimi dieci anni è poi approdato anche in Italia. “Abbiamo aperto il primo Super G nel 2013 a Courmayeur (Valle d’Aosta), ispirandoci ai format che vedevamo in Francia”, ha raccontato a Pambianco Hotellerie Andrea Baccuini, co-founder dei quattro locali per après-ski Super G, insieme a Giacomo Sonzini. “Avevamo notato che questi club offrivano attività alternative allo sci e alla semplice ristorazione, proponendo anche intrattenimento”. Così, dopo l’esperienza decennale maturata con il club di Courmayeur, il gruppo ha deciso di espandersi, aprendo nel 2023 anche a Cervinia (Valtournenche), nel 2024 a Madonna di Campiglio (Trento) e, lo scorso anno, a Cortina (Belluno), dove ha ristrutturato lo storico Rifugio Faloria, trasformandolo nel Faloria Mountain Club. E la catena non si ferma qui, preparandosi ad inaugurare il quinto locale in Val Gardena (Alto Adige). Aprire un rifugio all’anno “è molto complesso ed è necessario considerare non solo elementi logistici, ma anche di infrastruttura”. In aggiunta, “ci scontriamo con una cultura sociale che fatica ancora a concepire il concetto di après-ski, inteso come momento ‘alternativo’ allo sport per vivere la montagna”.

Cambia il turista ad alta quota
È un fenomeno, però, che comincia ad essere compreso. A cambiare volto è proprio il turista, “che non deve più obbligatoriamente sciare per viversi l’alta quota”, aggiunge Baccuini. Il target principale di Super G comprende i giovani under 35 insieme ad una generazione più adulta, tra i 30 e i 55 anni, che desidera vivere momenti di divertimento. Infatti, le diverse location attive, oltre a proporre una ristorazione di qualità con spettacolo con il marchio Meraviglioso, offrono una kermesse di party con artisti e format nazionali e internazionali, live performance e dj set. E, in aggiunta a pranzi e pomeriggi all’insegna dell’intrattenimento, Super G organizza anche cene ad alta quota ed eventi aziendali, come la possibilità di sciate in notturna su una pista illuminata privata davanti al proprio rifugio. Se per la sera a Cortina e Courmayeur la funivia resta aperta fino a mezzanotte, a Cervinia il trasporto notturno avviene con mezzi cingolati cabinati di proprietà; mentre a Madonna di Campiglio si può arrivare anche in auto e con navette dedicate. “Rendiamo possibile a chiunque viversi la montagna a pieno”. Negli ultimi anni questo “ci ha portato a raggiungere anche un alto livello di brand awareness”. Basti pensare che “in un mese abbiamo incassato 200mila euro solo dalla vendita di prodotti in merchandising come felpe e cappellini (in collaborazione con marchi quali Trudi o Mc2 Saint Barth, ndr). Così abbiamo capito di aver presidiato un momento di consumo, dove l’après-ski viene abbinato al nostro marchio”.
Un altro esempio di mountain club che sorge sulle alpi italiane è Club Moritzino, situato a Piz La Ila a 2.100 metri di altitudine, nel cuore dell’Alta Badia (Bolzano). Nato inizialmente a fine anni ‘60 nei panni di semplice rifugio per sciatori, negli anni si è affermato come vero e proprio hub di intrattenimento e ristorazione. In aggiunta, a dicembre scorso, i Craffonara, suoi storici fondatori, hanno aperto in collaborazione con la famiglia Kraler un nuovo progetto ad alta quota che fonde architettura, natura e ospitalità gourmet: Chalet Franz Kraler – Club Moritzino. Si tratta di uno spazio immersivo, sviluppato in vista delle Olimpiadi, che mostra, tra i dettagli più particolari, una wine cellar sospesa e una terrazza panoramica affacciata direttamente sulle piste, per ospitare eventi privati, dj set e collaborazioni con brand di moda e lusso.
Sempre a dicembre scorso, inoltre, per la prima volta, Valtur è uscito dai confini dell’ospitalità con la gestione diretta di un rifugio ad alta quota, a 2.600 metri a Plan Maison, Cervinia. The Sky Club – Valtur Cervinia è accessibile sia in funivia sia dalle piste, e unisce food-truck dall’aspetto vintage e, nel momento dell’après-ski, dj set di fama internazionale.
Club al servizio dell’hotellerie
A proposito di contaminazioni con l’ospitalità, il Super G di Courmayeur offre anche sette camere per dormire. “È uno spazio che lasciamo ai nostri clienti che desiderano fermarsi in quota dopo una serata al club, ma l’hotellerie non è nel nostro mirino – continua Baccuini -; lo consideriamo un servizio accessorio”. A tal riguardo, “vorremmo trovare partner alberghieri da affiancare, offrendo loro una ‘dépendance’ sulle piste”. Nella location di Cortina, infatti, sono in atto lavori di ristrutturazione per realizzare “non solo un nuovo ristorante di alto livello, ma anche un members’ club esclusivo”. A questo spazio si potrà accedere con un ticket di ingresso che gli ospiti potranno acquistare in autonomia, oppure verrà fornito loro dagli hotel “con cui vorremmo collaborare e ai quali venderemmo delle apposite card”. Un partner ideale per questo progetto è The M Legacy, brand della società Them, che dispone di due hotel e cinque chalet ad alta quota, tutti a Cervinia. “Crediamo che format come gli après-ski di Super G, con cui collaboriamo già, funzionino molto bene e possano aiutarci ad attrarre ulteriore clientela”, ha dichiarato Davide Odisio, co-founder del gruppo insieme a Fabrizio Pacini.
E poi tutti a dormire
L’alta quota invita sia un target di sportivi sia generazioni più giovani “che non cercano più i centri abitati per fare shopping, come fanno solitamente i turisti più agée, ma sono attratti da experience particolari”. In aggiunta, continua Odisio, “desiderano soggiornare in luoghi unici al mondo, dormendo letteralmente nel silenzio assoluto e sotto le stelle, con tutti i migliori comfort”. La maggior parte della clientela delle strutture The M Legacy attualmente è straniera, composta, oltre che da ospiti provenienti dal nord Europa, anche da sud e nord America, “da cui riceviamo richieste già per la prossima stagione”. E nonostante “siamo nati da poco stiamo lavorando anche sulla destagionalizzazione, che sicuramente è una sfida impegnativa, considerando le difficoltà metereologiche”. Ma gli obiettivi non si limitano a Cervinia. “Siamo attualmente circoscritti alle cime valdostane in quanto gestivamo già alcuni chalet qui in zona – continua Odisio -, ma con il subentro del mio socio (Pacini, ndr) nel 2024 abbiamo deciso di ampliarci e creare un gruppo, mirando poi a sviluppare un’ipotetica catena sulle Alpi italiane”. Guardando al futuro, infatti, la società prevede di prendere in mano nuove proposte ricettive, sia hotel che chalet, in altre zone dell’arco alpino, in località rinomate quali Livigno, Cortina o Madonna di Campiglio. “Cercheremmo in primis un hotel che possa funzionare da base per poi sviluppare e aprire chalet annessi, con cui generare sinergie e ottimizzare i servizi”. Avere, infatti, strutture ricettive a così alta quota comporta delle difficoltà. Oltre alla logistica, ad esempio, il trasporto risulta complesso, perché spesso deve essere condotto con mezzi speciali come autovetture con catene o mezzi cingolati, che hanno bisogno di forti manutenzioni. Una cura particolare va rivolta anche alle strutture, dove bisogna eseguire periodicamente, ad esempio, la pulizia delle grondaie. Si aggiunge, inoltre, la difficoltà per i dipendenti di raggiungere le diverse location, in base a dove abitano. Nel complesso, comunque, “siamo soddisfatti delle performance che abbiamo registrato fino ad ora e siamo pronti ad ampliarci”.
Un’altra new entry sulle cime alpine italiane è il marchio Chalets Zuegg – lanciato dai proprietari dello Chalet Mirabell, hotel 5 stelle di Avelengo (Merano) – che da dicembre scorso ha portato tra i boschi di Merano 2000, a 1.820 m di quota, cinque nuovi rifugi alpini di lusso, affacciati sul Monte Ivigna. Ogni edificio dispone di una cucina attrezzata, una terrazza privata, una sauna e un hot tub con vista sulle montagne. Tutte le mattine gli ospiti ricevono una box di colazione con prodotti locali selezionati e, sempre all’interno del complesso, è disponibile il Ristorante Zuegg, aperto anche agli esterni.
In conclusione, dunque, le difficoltà logistiche non frenano l’ascesa di terrazze panoramiche con dj set internazionali e chalet con comfort esclusivi, portando in alta quota una rivoluzione che va ben oltre la tradizionale pratica sportiva e si allontana dai centri abitati.





