La partnership con investitori finanziari cambia l’assetto delle società che decidono di aprire il capitale. E ‘come lo cambiano’ è stato un tema discusso nell’ambito dell’Hospitality Forum 2026 organizzato da Castello Sgr e Scenari Immobiliari, a cui Luca Boccato ha dato la sua interpretazione: “Con l’ingresso dei fondi – ha raccontato l’AD di Hnh Hospitality – non sono cambiati l’ambizione e i valori del nostro gruppo, anche perché la famiglia è ancora presente nel capitale. Indubbiamente, i partner finanziari impostano un processo di formalizzazione, e infatti elaboriamo un reporting ogni sei mesi e portiamo avanti attività di misurazione. Il processo è più strutturato e abbiamo un confronto frequente. Inoltre, la maggiore istituzionalizzazione ci porta anche più chiarezza dei dati”.
Il gruppo, che detiene 19 strutture e ne ha 4 in apertura, con un fatturato 2025 di 121 milioni di euro (+6,9%), era un’azienda familiare fino al 2017, poi ha visto l’ingresso di Siparex e successivamente di Fondo Italiano di Investimento Sgr, partecipata di Cdp Equity, ed Eulero Capital. “Abbiamo aperto il capitale per crescere velocemente e il progetto che avevamo dieci anni fa, ora si sta realizzando”.
“La nostra dimensione – ha concluso – è rilevante a livello italiano, ma non certo a livello europeo o mondiale. Penso però che la ‘battaglia dei brand’ sia persa, cioè i gruppi italiani dell’hotellerie non possono immaginare di competere con i colossi alberghieri mondiali che hanno programmi fedeltà con centinaia di milioni di iscritti. Piuttosto, quello che manca in Italia è un buon prodotto, perché ci sono troppi hotel legati a logiche familiari. Tra l’altro, il nostro è un settore ‘country specific’, infatti molti investitori stranieri fanno fatica a realizzare un buon prodotto in Italia perché vige un sistema di regole che va conosciuto, e a questo si aggiunge anche la capacità di organizzare un’azienda in Italia, che è appunto, molto specifica”.





