Dal 2020 al 2025 si rileva un’incidenza crescente dell’hospitality negli investimenti real estate. Infatti si passa da un miliardo di euro nel 2020 a 2,5 miliardi l’anno scorso. Il volume di transazioni non ha però ancora superato quello del 2019, che era pari a 3,3 miliardi.
Lo si evince dalla ricerca presentata da Castello Sgr, durante l’Hospitality Forum 2026 organizzato dalla sua società e da Scenari Immobiliari. Viceversa, nel 2025 il totale investimenti real estate ha superato il 2019, con 12,4 miliardi contro 12,3 miliardi del pre-Covid.
Le ragioni di questo ‘ritardo’ del comparto alberghiero, secondo l’AD di Castello Sgr Giampiero Schiavo, sono legate al fatto che “nel 2019 c’è stata la vendita del portafoglio Belmond di 1,1 miliardi di euro. Chiaramente questo altera il grafico”.
Il 2026 inoltre è partito in calo per quanto riguarda gli investimenti immobiliari alberghieri – secondo Dils ha accusato una contrazione del 27% rispetto al Q1 2025 – e anche questo sembra legato ai forti volumi dell’anno precedente: “Il calo – continua Schiavo – è dovuto principalmente al fatto che nel primo semestre 2025 si sono chiuse operazioni importanti come Jw Marriott a Venezia, Nh Collection Milano, Mandarin di Rome, mentre nell’H1 2026 abbiamo avuto come operazione più importante il portafoglio di Covivio”.
Al momento, conclude l’AD di Castello Sgr, il forecast a fine anno è di stabilità rispetto al 2025 perché in pipeline ci sono alcuni deal di rilievo. Tra questi cita Palazzo Fiuggi, 5 stelle di 103 camere, che dovrebbe essere venduto per 8o milioni di euro, CitizenM di Roma per altri 80 milioni, e Gran Palladium Cefalù, 5 stelle da 469 camere, per 100 milioni.





