Gruppo alberghiero tedesco che ha creato il concetto di hotel ‘ibrido’ combinando il comfort dell’albergo tre stelle con servizi in stile ostello, come cucina e zona giochi, Meininger Hotels ha chiuso l’ultimo esercizio fiscale sopra la soglia di 200 milioni di euro in linea con i risultati dell’anno precedente. Per il nuovo anno fiscale 2026/2027 – partito il 1° aprile di quest’anno – la catena guarda a una crescita, sia dal punto di vista dei ricavi che del numero di strutture in portfolio. Presente attualmente in quasi tutta Europa con 21mila posti letto in 37 hotel, quattro dei quali sono in Italia (due a Milano, uno a Roma e uno a Venezia) Meininger ha l’obiettivo di arrivare a quota 50 alberghi entro il 2030.
La spinta è data dal volume dei ricavi ma soprattutto dalla crescita delle presenze: nel corso dell’ultimo esercizio infatti il gruppo alberghiero ha totalizzato circa 4,6 milioni di pernottamenti, in aumento di circa il 2% rispetto all’anno precedente, e soprattutto un ottimo tasso medio di occupazione delle camere, pari a circa l’80%. “Rispetto all’anno precedente – ha spiegato Ajit Menon, CEO di Meininger Hotels – abbiamo registrato una crescita solida sia del fatturato sia dell’utile. Siamo riusciti a mantenere la nostra posizione e a farlo in un contesto impegnativo, caratterizzato dall’aumento del costo della vita e da una domanda più contenuta a causa della minore presenza di grandi eventi”.
Un altro pilastro delle revenue del gruppo alberghiero arriva dal segmento gruppi che si conferma uno dei principali driver di crescita dell’azienda. Se infatti negli anni scorsi aveva contribuito per circa il 20-25% del fatturato complessivo, nell’ultimo esercizio ha registrato una crescita ulteriore del 10 per cento. E il business plan prevede uno sviluppo simile anche per l’esercizio che si chiuderà nel marzo 2027.





