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Cinque progetti in chiusura e dieci in pipeline: QC cresce ancora

Ph. Francesco Varni

Cinque progetti in chiusura e dieci in pipeline: QC cresce ancora

by Davide Deponti
10 Luglio 2026

Dopo un 2025 di consolidamento e di crescita, chiuso con oltre 1,9 milioni di presenze e un fatturato superiore ai 170 milioni di euro, QC Spa of Wonders ha segnato un primo semestre di quest’anno ancora in positivo, a conferma della costante crescita della domanda di wellness e relax legati al turismo. Francesco Varni, amministratore delegato dell’azienda, racconta a Pambianco come l’azienda italiana vuole proseguire il suo sviluppo mirato, lungo la Penisola, ma anche all’estero. I pillar del gruppo restano sempre la qualità dell’esperienza offerta e la solidità aziendale: QC vuole infatti continuare a crescere, ma in modo selettivo. Il CEO conferma che al momento sono cinque i progetti in fase di realizzazione e almeno dieci quelli in pipeline.

QC Spa of Wonders sta preparando l’apertura di QC Treviso entro la fine di questa estate 2026, grazie anche a un impegno economico complessivo di circa 16 milioni, in co-investimento con la famiglia Benetton. La struttura includerà circa 62 camere e oltre 400 posti spa e va a intercettare finalmente quell’area veneta che rappresenta un bacino strategico, con oltre sei milioni di potenziali utenti raggiungibili. Più in generale l’obiettivo del gruppo è oggi proprio quello di rafforzare il posizionamento nel wellness premium e quindi di intercettare nuova domanda in modo più strutturato e mirato. Il business plan infatti prevede di ampliare sempre di più sia la presenza nazionale che quella internazionale di QC, anche consolidando i ricavi nel medio termine; come ha raccontato a Pambianco l’amministratore delegato dell’azienda, Francesco Varni.

Avete chiuso il 2025 con ricavi oltre i 170 milioni di euro: che anno è stato per l’azienda e come influirà sul proseguo del percorso?

Il 2025 è stato un anno di consolidamento e di crescita. Aver chiuso con oltre 170 milioni di euro di ricavi e, soprattutto, con oltre 1,9 milioni di presenze, significa avere confermato la solidità di un modello che negli anni ha dimostrato di essere resiliente e capace di creare valore. Non consideriamo questo traguardo un punto di arrivo, ma una base da cui continuare a investire nella qualità dell’esperienza, nello sviluppo dei progetti e nel rafforzamento di QC Spa of Wonders.

Che 2026 vi aspettate di chiudere, avendo visto il primo semestre e le prenotazioni ‘in pancia’?

Il primo semestre è stato positivo e le prenotazioni ci consentono di guardare con fiducia alla seconda parte dell’anno. Il contesto internazionale resta complesso e lo monitoriamo con attenzione, ma il benessere continua a rappresentare un’esigenza sempre più consolidata. In questo scenario, le incertezze globali tendono anche a rafforzare la domanda interna, con una maggiore propensione a scegliere destinazioni di prossimità. È una dinamica che conosciamo bene e che siamo nelle condizioni di intercettare grazie alla forza del nostro brand e alla presenza capillare sul territorio.

Siete un’azienda in forte sviluppo, come dimostrano le nuove aperture, tra cui Treviso e non solo: quanti e quali scalini volete ancora salire?

La crescita è una conseguenza del lavoro svolto, non un obiettivo da perseguire a tutti i costi. Continueremo a sviluppare il gruppo QC Spa of Wonders mantenendo la stessa disciplina che ci ha accompagnato finora: investire solo quando esistono le condizioni per realizzare un progetto coerente con il nostro modello. Preferiamo crescere in modo selettivo, preservando la qualità dell’esperienza e la solidità dell’azienda. A tal proposito confermo che sono cinque i progetti in fase di realizzazione ed almeno dieci quelli in pipeline.

Lo sviluppo non guarda solo all’Italia: dopo New York avete mire sulla Francia, a Bordeaux. E poi?

L’internazionalizzazione rappresenta un’evoluzione naturale del percorso del Gruppo. Non seguiamo un modello basato esclusivamente su destinazioni iconiche: valutiamo ogni progetto per la sua capacità di coniugare valore industriale, qualità dell’esperienza e potenziale di lungo periodo. Questo può significare lavorare su edifici storici, su nuovi sviluppi o su interventi di riqualificazione di aree industriali e post-industriali. Bordeaux rappresenta il primo passo di un percorso più ampio di espansione, sia nel mercato europei, includendo anche quello del Regno Unito, che in quello nordamericano, dove stiamo valutando diverse opportunità coerenti con questa impostazione.

Tornando all’Italia invece? Sono possibili sviluppi legati a situazioni da rilanciare come nel caso di Salsomaggiore?

L’Italia continuerà a rappresentare un mercato di investimento molto importante per QC Spa of Wonders. Abbiamo una pipeline significativa, con progetti che confermano la volontà di crescere mantenendo la stessa logica che ci ha guidato finora: scegliere luoghi in cui la qualità dell’esperienza e la solidità dell’investimento si rafforzano reciprocamente. Un esempio è il progetto di Mandello del Lario, sulla sponda orientale del Lago di Como, un’area che presenta ancora importanti margini di sviluppo turistico. Qui realizzeremo una spa con una componente alberghiera recuperando uno storico edificio industriale dedicato alla tessitura; un intervento che coniuga la valorizzazione di un contesto paesaggistico unico con la riqualificazione di un sito produttivo dismesso.

A Milano, invece, sta procedendo il progetto di Viale Certosa. Oltre al nuovo headquarter del gruppo, l’intervento prevede la riqualificazione dell’area ex Merloni con la realizzazione di un hotel e di una spa di grandi dimensioni. Sarà una struttura in grado di rispondere sia alla domanda business dell’area ovest della città, sia a quella leisure, rappresentando pienamente il modello QC anche in un contesto urbano. Sono solo due esempi di un approccio che continuerà a guidare il nostro sviluppo: creare valore attraverso progetti capaci di unire qualità, rigenerazione e prospettive di lungo periodo.

Mercato interno e incoming quanto pesano? Quanto potrebbe crescere ancora la domanda internazionale?

Il mercato italiano continua a rappresentare una componente rilevante della nostra attività, ma osserviamo una crescita costante della clientela internazionale. Il turismo del benessere continua a espandersi a livello globale e riteniamo che ci siano ancora ampi margini di sviluppo. L’Italia dispone di un patrimonio paesaggistico, culturale, del benessere e termale unico e il nostro obiettivo è valorizzarlo attraverso un’offerta capace di attrarre anche quella clientela globale che, oggi, rappresenta per noi circa il 20% del totale. Le nostre realtà all’estero sono, peraltro, e saranno, una importante vetrina per le realtà italiane.

Oggi sono centrali risorse umane e formazione: come agite sul team per renderlo leva vincente del successo commerciale?

QC impiega globalmente oltre 1.000 persone, delle quali il 55 % donne ed il 35% under 30. L’infrastruttura è centrale nelle nostre esperienze, ma il livello del servizio contribuisce significativamente a determinare la qualità percepita dagli ospiti. Per questo investiamo in formazione continua, crescita professionale e condivisione della cultura aziendale. Il nostro obiettivo è fare in modo che ogni struttura, indipendentemente dal luogo in cui si trova, esprima gli stessi valori, la stessa attenzione al cliente e lo stesso livello di qualità. Rispetto allo sviluppo, gioca un ruolo centrale la componente di engineering, design and manufacturing, che vede impiegate circa 150 persone e che ha reso e rende il nostro modello replicabile nel tempo ed in contesti diversi.

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