È stata la Coppa del Mondo più grande nella storia avendo riunito 48 squadre, il 50% in più delle precedenti edizioni, e ospitato 104 partite in tre Paesi: Usa, Canada e Messico. Gli Stati Uniti in particolare, accogliendo il 75% degli incontri, erano ritenuti dagli analisti anche la meta destinata a crescere maggiormente in quanto ad arrivi e a conseguenti introiti turistici. Invece gli ultimi dati, ancora parziali poiché rilasciati dal portale CoStar lo scorso weekend alla vigilia della finale andata in scena domenica, indicano un saldo invariato negli arrivi di viaggiatori internazionali negli Usa, durante il torneo, rispetto agli stessi giorni dell’anno precedente.
In attesa dei dati turistici definitivi, gli analisti americani già si interrogano sulla solidità futura del turismo internazionale in entrata negli Stati Uniti: il Paese ospiterà infatti diverse altre importanti competizioni sportive nei prossimi anni. Dalle Olimpiadi di Los Angeles del 2028 alla Coppa del Mondo femminile di calcio del 2031 e alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City del 2034. Secondo un recente sondaggio del Washington Post, tra gli ostacoli a un maggiore afflusso di turisti durante i Mondiali, ai primi posti erano segnalate le politiche – di immigrazione e non solo – portate avanti dell’amministrazione Trump e molto impopolari nel mondo.
A conferma del fatto che i numeri in entrata negli Usa non sono stati eccezionali, arrivano anche i dati dell’International Trade Administration secondo cui gli arrivi di passeggeri aerei internazionali negli Stati Uniti sono aumentati solo dello 0,2% su base annua per il mese di giugno (il torneo è poi proseguito fino al 19 luglio, ndr). Poiché lo stesso dato era sceso del 6,6% su base annua tra giugno 2024 e giugno 2025, la crescita si può considerare di massimo un +7%. Non solo: spiega lo stesso ente per il commercio Usa che, sempre per il mese di giugno, i viaggi aerei in arrivo dall’Europa sono diminuiti dell’1,2% su base annua.
Pare invece essere positivo l’impatto economico della Coppa: secondo i dati di Bank of America Institute, infatti, la spesa turistica è aumentata dopo l’inizio del torneo, con ristoranti e bar che hanno registrato alcuni dei maggiori incrementi, poiché i consumatori hanno trasformato le partite anche in eventi sociali fuori dagli stadi.





