L’autorità cinese antitrust State Administration for Market Regulation (Samr) ha sanzionato Trip.com Group per un totale di 770 milioni di dollari (circa 667 milioni di euro) per abuso di posizione dominante nel mercato domestico delle prenotazioni alberghiere online. La società rappresenta una tra le maggiori piattaforme turistiche online della Cina e comprende, in portfolio, i marchi Ctrip, che si occupa di prenotazioni viaggio complete, Skyscanner, sito di comparazione dei voli, e Qunar, agenzia di viaggio.
Nello specifico, il gruppo, secondo l’organo cinese, avrebbe influenzato gli algoritmi di visibilità (decidendo quali hotel mostrare per primi nei risultati di ricerca), e utilizzato strumenti tecnici per costringere alcune strutture a stipulare accordi in esclusiva, con l’obiettivo di garantirsi sempre i prezzi più bassi sul mercato. Di conseguenza, l’autorità ha denunciato 1,66 miliardi di yuan di profitti illeciti (circa 245 milioni di dollari) e imposto una multa di 3,52 miliardi di yuan (circa 520 milioni di dollari).
In aggiunta, l’antitrust cinese ha ordinato a Trip.com di rimborsare depositi di prenotazione per 122 milioni di yuan che, secondo l’agenzia, l’azienda avrebbe trattenuto agli albergatori. “La condotta ha aggravato la corsa al ribasso del settore, spingendo verso una competizione di bassa qualità a basso prezzo, a scapito nel lungo periodo della qualità del servizio e, in ultima analisi, degli stessi consumatori”, si legge nel documento ufficiale rilasciato da Samr.
Di tutta risposta, Trip.com ha affermato di “conformarsi pienamente alla decisione, seguendo rigorosamente le indicazioni del regolatore per attuare in modo sistematico ogni misura correttiva, assicurandoci che tutte vengano eseguite in modo efficace”, riporta in una nota.
Il caso di Trip.com si inserisce nella strategia cinese di contrastare la concorrenza sleale tra le piattaforme internet, poiché le autorità guardano con preoccupazione alla guerra dei prezzi tra i colossi del tech, ritenuta una delle cause delle pressioni deflazionistiche che stanno interessando l’economia locale. Si ricorda, inoltre, che nel Paese del Dragone nel 2021 la Samr aveva già colpito altri due colossi tech cinesi per pratiche simili: Alibaba con una multa record di 18,2 miliardi di yuan (circa 2,8 miliardi di dollari) per aver costretto i venditori di Taobao e Tmall a operare in esclusiva escludendo piattaforme concorrenti come Jd.com, e Meituan con una sanzione di 3,44 miliardi di yuan (circa 530 milioni di dollari) per aver imposto ai ristoranti accordi di esclusiva nel food delivery attraverso tariffe punitive e trattenute sui depositi.





