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Un altro 5 stelle a Firenze, Dimora Palanca

Un altro 5 stelle a Firenze, Dimora Palanca

by Vanna Assumma
2 Novembre 2021

Dal restauro conservativo di un edificio ottocentesco a Firenze, a ridosso della cerchia delle mura medievali, è nato il nuovo 5 stelle Dimora Palanca, frutto della capacità di visione dell’architetto e interior designer Stefano Viviani.

L’hotel di 18 camere è nato da un attento percorso di ricerca, attraverso il quale Viviani ha ritracciato l’impianto architettonico originario della villa e lo ha riportato in evidenza dismettendo il rifacimento novecentesco e facendo riemergere la scansione tra i differenti volumi dello spazio, proprio come era stata voluta, a cavallo tra il 1865 e il 1871, dalla famiglia Palanca (da cui l’hotel ha mutuato il nome), committente e primo proprietario della villa.

Il percorso di recupero ha restituito alla città un frammento importante del periodo in cui fu capitale del regno d’Italia e ha riportato alla luce i sontuosi affreschi dei soffitti, gli stucchi, il tipico impianto pavimentale in pavé toscano, le colonne al primo piano, il marmo delle scalinate e il ferro battuto dei corrimano. Rinati anche il giardino, la vecchia cucina, che ospita ora il ristorante gourmet Mimesi, e la luminosa Serra con 4 delle 18 camere, affacciata sul verde e sulla città.

Al fine di rievocare per gli ospiti di oggi l’atmosfera delle origini e di quel momento di passaggio in cui Firenze fu capitale d’Italia, l’architetto ha puntato sulla ricreazione di una dimora pensata per accogliere chi ama l’arte, la bellezza e l’espressione dell’ingegno umano. Lo ha fatto attraverso la commistione tra il passato e pezzi selezionati di design contemporaneo e opere d’arte dell’artista toscano Paolo Dovichi. Tra gli arredi, si citano i letti, le sedute, gli imbottiti, i tavolini di Antonio Citterio, Pietro Lissoni e di Naoto Fukasawa, il lampadario di Marcel Wanders, i vasi e le ceramiche di Paola Navone, le luci di Castiglioni, Claesson Koivisto Rune, Magistretti, Starck e Anastassiades.

Dimora Palanca, recita una nota della proprietà, “è moltissimo palazzo e poco albergo, con l’aspirazione di definire una nuova accezione di hôtellerie: sale pensate singolarmente e non camere standardizzate, aree comuni che sono l’esatto contrario di un non luogo, wellness da godere nell’intimità della propria dimensione privata, esperienze di scoperta del contesto di prossimità, la cucina gourmet dai piccoli numeri del ristorante guidato dallo chef Giovanni Cerroni“.

Firenze sta vivendo un momento molto vivace per quanto riguarda l’hotellerie. La città ha visto l’inaugurazione in questi giorni di Il Tornabuoni progettato da Andrea Auletta, e già nel corso dell’anno è nato The Place Firenze, mentre i due hotel fiorentini a marchio Hilton, il Florence Metropole e il Garden Inn Florence Novoli, sono passati al londinese Pygmalion Capital Advisers. Nel 2023 invece arriverà sull’Arno il brand W Hotels di Marriott International.

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