Processo di espansione per il Gruppo Della Frera Hotel, che attualmente conta sette alberghi, di cui alcuni in proprietà con partner finanziari come Cdp e fondi privati, e altri in gestione, con contratti di franchising con catene internazionali come Hilton e Accor.
Il gruppo ha un piano industriale che punta, dopo il bilancio 2022, al raddoppio del fatturato nel giro di tre anni, come racconta il founder e presidente Guido Della Frera: “L’anno scorso abbiamo chiuso a 23,5 milioni, segnando già un +40% rispetto al 2019. Gli indicatori del primo semestre 2023 sono buoni, per cui stimiamo di chiudere l’anno a 30 milioni di euro. L’obiettivo è di superare i 50 milioni entro il 2025”. La road map di questo processo prevede l’apertura di oltre 500 camere in un anno, ovvero l’opening di tre hotel in Piemonte, in Lombardia e in Veneto, mentre gli anni successivi vedranno altre inaugurazioni, fino ad arrivare a 2.000 camere entro il 2026.
In crescita è anche il comparto nel quale il gruppo è prioritariamente posizionato, ovvero il business travel. Si tratta di un settore che in passato si ipotizzava in riduzione in seguito all’acquisita abitudine a lavorare da remoto durante il Covid, ma in realtà queste ipotesi sono state smentite. “Il numero delle convention e degli incontri di lavoro – conferma Della Frera – è tornato come in pre-pandemia. La verità è che il business e la gestione in presenza non possono essere sostituiti dal digitale”.
Il percorso di sviluppo del Gruppo Della Frera Hotel deve comunque fare i conti con i fattori che oggi concorrono a ridurre la marginalità, come l’inflazione, l’aumento dei costi delle forniture e delle spese energetiche: “Le utenze sono triplicate rispetto al 2019 – spiega il presidente – e gli alberghi sono realtà energivore, per cui il costo dell’energia incide molto sul totale dei ricavi. L’anno scorso, ad esempio, l’elettricità pesava tra il 5% e il 6% del fatturato, quest’anno incide tra il 13% e il 14%. Chiaramente questi aumenti comportano una riduzione degli utili prima delle tasse: l’ebit infatti è diminuito del 6% rispetto al 2019”.
Ai rincari, si aggiunge anche un’altra criticità che pesa sulle performance degli hotel, ovvero la difficoltà nel reperimento del personale: “Manca mezzo milione di addetti – continua Della Frera – nei settori ristorativo e alberghiero. È un problema molto serio, anche perché i tre alberghi che andremo a sviluppare nei prossimi 12 mesi occuperanno mediamente 50 addetti per albergo, al netto del personale delle pulizie”.
La più recente apertura del gruppo è DoubleTree by Hilton Milan Malpensa Solbiate Olona, aperto nel maggio dell’anno scorso e dotato di 246 camere, di un centro congressi di 1.340 metri quadrati, 1.200 metri quadrati di spazi esterni e una sala fitness. A questo si aggiungono, sempre nel capoluogo lombardo, lo storico Grand Hotel Villa Torretta Milan Sesto Curio Collection by Hilton, Hilton Garden Inn Milan North e Ibis Milano Fiera. Completano l’attuale portfolio, DoubleTree by Hilton a Brescia e Novotel Brescia 2, nonché l’Hotel Cristallo a Ponte di Legno (Bs) il cui fatturato non rientra nei dati complessivi sopra citati perché fa capo alla società Hotel Cristallo.






