Un hotel che sta dando molte soddisfazioni il Meliá Milano, che è il terzo albergo del gruppo spagnolo Meliá Hotels International nel capoluogo lombardo (in attesa a dicembre dell’inaugurazione del quarto hotel, Gran Meliá Cordusio). Soddisfazioni a partire dal f&b, che tra banchettistica, colazioni, bar e ristorante, copre ormai un terzo del fatturato della struttura. Lo ha rivelato il general manager Luca Barion che ha incontrato i giornalisti per svelare la nuova identità dell’hotel, al termine dei lavori di restyling delle camere al primo e secondo piano, condotti dallo studio di architettura Asah di Alvaro e Adriana Sans.
Barion ha precisato che l’hotel di via Masaccio è uno dei più performanti della compagnia alberghiera, e le ragioni sono legate anche all’evoluzione di Milano e della zona in cui si trova l’hotel, tra San Siro e City Life. “L’albergo è stato aperto nel 2001, mentre io sono arrivato nel 2008, ma devo dire che a distanza di 15 anni il territorio è completamente cambiato. Milano a tutti gli effetti è diventata una capitale europea al pari delle altre metropoli. Dopo l’Expo, la città della Madonnina è diventata una destinazione leisure, con mostre, concerti, eventi, nonché importanti ristoranti, a cui si aggiunge la mecca dello shopping. Anche la zona San Siro – ha aggiunto il GM – è cambiata con la nascita di City Life e del centro congressi Mico, che hanno riportato l’area sotto l’interesse degli investitori, tornando ad essere un’importante zona residenziale e di attrazione per i cittadini”.
L’evoluzione della città e del territorio hanno fatto sì che la clientela dell’hotel sia diventata più leisure: “Se 15 anni fa – ha sottolineato Barion – i viaggiatori per piacere erano circa il 15% del totale, oggi sono quasi il 40 per cento”. Tornando invece al tema ‘gastronomico’, Barion è molto entusiasta del concept di ristorazione Mamì: “Io amo definirlo ‘il ristorante delle mamme 2.0’ perché presenta una cucina italiana molto genuina e autentica. Il ristorante è molto apprezzato dalla cittadinanza, infatti il 70% della clientela viene da fuori, cioè non soggiorna nell’hotel”.
Per quanto riguarda il 2024, l’outlook è di una sostanziale stabilizzazione dei numeri del 2023: “Il forecast Str – ha concluso Barion – parla di una leggera flessione dell’Adr nel prossimo anno, con un piccolo incremento dei volumi di occupazione. Sul lato clientela, noto l’interessante presenza del mercato cinese e sta emergendo sempre più quello indiamo”.






