Il 2025 ha portato diversi cambiamenti nel settore degli affitti brevi in Italia. La recente introduzione di nuove normative, tra cui l’obbligo del Codice Identificativo Nazionale (Cin) e requisiti più stringenti in materia di sicurezza, sta già riscuotendo un impatto su proprietari, gestori e ospiti. Parallelamente, il mercato sta affrontando una fase di incertezza, con una domanda in calo in diverse città e una riduzione dei flussi turistici, in particolare dai paesi del nord Europa.
Nei primi sei mesi dell’anno, “basandoci sull’analisi delle visite dei turisti su portali online di affitti brevi, prevediamo un calo della domanda intorno al 9-10 per cento”, ha dichiarato a Pambianco Hotellerie Marco Celani, presidente di Aigab – Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi e AD di Italianway. “Il fenomeno è dovuto in gran parte alla riduzione di interesse dall’area nord-europea, in particolare da parte dei turisti tedeschi, che storicamente pesano quasi il 13% sulle prenotazioni italiane”.
Di norma, i turisti tedeschi cominciano a prenotare già a gennaio in vista dell’estate, “ma quest’anno l’intensità della domanda è calata in modo significativo”, continua Celani. “Non si stanno preoccupando ancora delle vacanze estive oppure, peggio ancora, stanno cominciando a prenotare i laghi in Germania, Svizzera, Croazia o Danimarca, preferendo destinazioni più vicine ed economiche rispetto all’Italia”.
Nel caso specifico delle città d’arte, dove la finestra di prenotazione è normalmente più breve, le previsioni sono incerte. “Possiamo solo aspettare i mesi successivi – continua Celani -, perché capita che turisti con maggiore disponibilità economica prenotino all’ultimo minuto, lasciandosi influenzare anche dalle condizioni climatiche”. Se le temperature saranno favorevoli, potrebbe esserci un recupero delle prenotazioni, ma al momento il trend appare in calo.
Nonostante la debolezza del mercato turistico europeo, “negli ultimi mesi abbiamo registrato un aumento dei flussi di prenotazione da parte del Medio Oriente, in particolare da Arabia Saudita, Emirati, India e Sud-Est Asiatico. I viaggiatori che usano il dollaro, come i turisti provenienti dagli Stati Uniti, hanno generato un alto numero di prenotazioni, tuttavia dobbiamo vedere cosa accadrà nelle prossime settimane, perché ci sono incognite economiche legate all’aumento dei dazi che Trump potrebbe introdurre, andando a indebolire ulteriormente l’economia europea”.
Allo stesso tempo, se Trump dovesse decidere di indebolire il dollaro per favorire le esportazioni americane, ciò potrebbe far calare la domanda di viaggiatori statunitensi verso l’Europa, causando un ulteriore danno alla piazza italiana. “Nel prossimo mese capiremo meglio quali saranno i fondamentali macroeconomici che influenzeranno il turismo”, ha aggiunto Celani.
Dal punto di vista delle tariffe, secondo il trend in corso, “i prezzi tendono a scendere”, spiega Celani. “Per esempio, a Milano, così come a Roma, nonostante l’effetto Giubileo, la domanda è in calo, portando le tariffe a diminuire in modo consistente”.
L’aumento dei costi di gestione derivante dalle nuove normative, oltre ai nuovi requisiti di sicurezza da implementare, sta mettendo sotto pressione i proprietari. Questo scenario potrebbe portare molti locatori a rinunciare agli affitti brevi, lasciando gli appartamenti vuoti. “In molte città stiamo già vedendo una riduzione significativa degli alloggi disponibili online, poiché alcuni proprietari scelgono di ritirarsi dal mercato”. In aggiunta, non è detto che queste case vengano automaticamente riconvertite in affitti a lungo termine, perché ciò dipende dalla domanda locale e dalla disponibilità dei proprietari a sottoscrivere contratti tradizionali.





