Nel pieno di una fase di instabilità globale, l’Europa – e con essa l’Italia – si trova in una posizione singolare e potenzialmente vantaggiosa. Mentre il mondo assiste all’acuirsi delle tensioni internazionali, in particolare tra Stati Uniti e diverse aree del Medio Oriente e dell’Asia, il Vecchio Continente ha scelto una linea (per ora) di neutralità che potrebbe rivelarsi strategica per il settore turistico. Grazie a una posizione di ‘non ostilità’, l’Europa, e l’Italia con essa, potrebbe essere vista con più simpatia dai turisti internazionali e anche percepita come un’area pacifica. Va considerato che la ‘pace’, in tempi turbolenti, diventa una leva di scelta importante. I flussi turistici internazionali, infatti, iniziano a orientarsi non solo in base alla bellezza delle destinazioni, ma anche in funzione della loro sicurezza, accessibilità e semplicità d’ingresso. Quest’ultimo è un altro aspetto importante. Sono recenti infatti i casi di respingimento e di blocco dei turisti alle dogane Usa, e questa linea di fermezza sta generando crescenti disdette di prenotazioni verso gli Stati Uniti. A marzo il numero di viaggiatori europei in Usa è calato del 17% e secondo Tourism Economics si è ‘capovolta’ la previsione degli arrivi in America nel 2025: se prima dell’amministrazione Trump l’incoming era stimato a +9%, ora tali flussi sono invece previsti a -9 per cento. E a creare maggiori difficoltà all’ingresso ci sono anche altri Paesi, come ad esempio il Regno Unito che ha introdotto l’Eta, una sorta di ‘visto’ per viaggiare nel territorio. Nuove autorizzazioni sono state approvate anche da Thailandia e Seychelles, mentre Nuova Zelanda e Baleari hanno inasprito la tassa d’ingresso. Queste frontiere ‘difficili’ avvantaggiano l’Italia, che, con le sue politiche di visto relativamente leggere, si presenta come una meta facile da raggiungere, oltre che rassicurante. Si tratta quindi di cogliere una nuova opportunità, comunicando la propria identità di alternativa desiderabile, capace di offrire un mix di bellezza, qualità dei servizi e una rinnovata identità ‘neutrale’ in senso geopolitico. In un mondo che cambia, il turista ha bisogno di certezze. E l’Italia può tornare al centro della mappa, non solo per le sue bellezze, ma per ciò che oggi conta più di tutto, la stabilità.




