L’arrivo degli americani in Italia è, al momento attuale, un’incognita. Qualche giorno fa Enit aveva segnalato che il flusso dei turisti Usa in Italia era aumentato nei primi mesi del 2025, ma non è dello stesso parere Bernabò Bocca che, a margine dell’assemblea di Federalberghi a Merano, ha specificato ai giornalisti che un leggero rallentamento c’è stato nei primi mesi del 2025.
Il presidente di Federalberghi ha aggiunto che i dati del 2024, che sono stati numeri record per il settore, sono stati realizzati grazie a ‘un turismo’, cioè quello americano: “Non bisogna dimenticarlo, tutti si beavano l’anno scorso del boom del nostro settore, ma è stato trainato praticamente dai viaggiatori statunitensi, che rappresentano un turismo di grandi numeri e altospendente. L’Italia è un Paese che vive e dipende dal turismo americano, soprattutto nelle città d’arte”.
Bocca ha aggiunto che alcuni fattori hanno disincentivato i viaggi a stelle e strisce in Italia, tra cui la svalutazione del dollaro e soprattutto il crollo di Wall Street, che ha avuto cali a doppia cifra: “Bisogna pensare che si tratta di viaggi a lungo raggio, che si devono pianificare mesi prima e che sono anche particolarmente costosi. Per cui l’incertezza, il crollo della Borsa, il rafforzamento dell’euro sul dollaro, hanno frenato i lunghi viaggi. Ci auguriamo che l’elezione di un Papa americano possa essere un volano di ripresa per i turisti oltreoceano e che nel secondo semestre si recuperi quel piccolo calo registrato in questi mesi. Va anche detto che si è accorciata la booking window tra il momento della prenotazione e il soggiorno, e questo potrebbe far sperare in un recupero durante l’anno”.
Riguardo alla guerra commerciale globale, Bocca ha spiegato che il settore del turismo non è toccato direttamente dall’introduzione di dazi, però può subirne le conseguenze in forma indiretta per l’aumento dei costi a carico delle imprese, per la riduzione del potere d’acquisto dei consumatori e per gli effetti sui cambi.
Passando invece agli italiani, il presidente di Federalberghi ha rilevato un calo in termini assoluti di cittadini che fanno vacanze, ma un aumento della percentuale di coloro che scelgono di fare viaggi in Italia: “Di questo ne siamo molto fieri – ha concluso – perché durante il Covid gli italiani non potevano scegliere, e rimanevano necessariamente nella Penisola per le vacanze, ora invece scelgono deliberatamente l’Italia come meta leisure”.
Bocca ha fatto anche un accenno alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, ricordando che il vantaggio di questo evento non sarà nel flusso di arrivi nel periodo in questione, bensì negli investimenti infrastrutturali che verranno realizzati e dei quali il turismo beneficerà negli anni successivi, come è successo a Parigi che ha avuto un crollo delle prenotazioni degli hotel. “Lo stesso è accaduto a Torino – ha aggiunto – dove si sono svolte le Atp Finals di tennis, che hanno portato un grande ritorno sul territorio. Le partite si sono svolte nel Palazzetto dello Sport che è stato costruito durante le Olimpiadi del 2006. Questo significa che una struttura realizzata per un un grande evento porta benefici 20 anni dopo”.





