Il più importante bacino termale europeo. Non esiste in Italia e oltralpe una realtà come quella del distretto euganeo, in provincia di Padova, che comprende 90 hotel (con stabilimento termale interno), oltre tre milioni di presenze all’anno e un fatturato aggregato di 400 milioni di euro nel 2024. In Europa infatti il mercato del benessere è concentrato in pochi grandi gruppi, mentre in Italia l’unica realtà con un modello simile a quello di Abano-Montegrotto ( i due principali comuni del distretto) è il centro termale di Ischia, che esprime però numeri più contenuti.
Il bacino euganeo è quindi un unicum. Ed è nel mirino di investitori e fondi internazionali. Negli ultimi cinque anni, le operazioni di acquisizione sono state addirittura 18 ed altre sono in vista nei prossimi anni. “Il motivo di questo forte interesse – sottolinea a Pambianco Hotellerie Walter Poli, presidente Federalberghi Terme Abano Montegrotto – è legato a un mercato che si sta orientando sempre più verso il benessere e la sostenibilità. La popolazione italiana infatti sta invecchiando e necessita sempre più di percorsi longevity, e oggi la prevenzione con metodi naturali, come sono le acque minerali, è la soluzione più apprezzata dal mercato”.
Alla forte ascesa del trend wellness si aggiunge un altro fattore che incontra l’interesse degli investitori: le imprese di questo bacino di 36 km quadrati sono piccole e quindi non più competitive per un target di mercato che si sta orientando verso livelli di alta qualità. Molte di queste micro realtà vendono (o svendono) a società finanziarie che ricapitalizzano l’impresa e la riqualificano. “I costi di rinnovamento delle strutture – aggiunge Poli – sono decisamente alti. Per affrontare queste spese è dunque necessario che le imprese crescano a livello dimensionale, e se aumentano i volumi diventa anche possibile realizzare economie di scala. Tra l’altro, è un discorso che si può allargare a tutta la regione Veneto, che conta ben 400mila imprese con meno di cinque dipendenti e sotto i due milioni di euro di fatturato. Tornando al territorio euganeo, questo ampio bacino di piccole realtà ha attirato l’appetito degli investitori che hanno acquistato, ristrutturato, in alcuni casi demolito o riaccorpato le strutture, fino a creare importanti progetti di rigenerazione urbana tra pubblico e privato”.
Risultato: dai 120 alberghi del passato, si contano oggi 90 hotel con una dimensione media di 105 camere, per un totale di 12mila stanze e 20mila posti letto. Questi ultimi, in realtà, sono rimasti invariati negli anni nonostante sia diminuito il numero di hotel, perché, in seguito alle acquisizioni e ristrutturazioni, gli alberghi sono diventati più grandi. “La tendenza – osserva il direttore di Federalberghi Terme Abano Montegrotto Marco Gottardo – è anche quella di creare camere più grandi rispetto al passato, per aumentare la redditività media per camera, alzando l’Adr, a cui si aggiunge anche l’offerta di nuove esperienze. Tutto il distretto sta facendo un upgrading di qualità, infatti la maggioranza dei 90 alberghi sono strutture a 4 e 5 stelle, che fanno più del 90% di occupazione”.
Per quanto riguarda le stime sul 2025, Gottardo precisa che l’obiettivo è quello di stabilizzare il 2024, con 400 milioni di euro di fatturato, mentre la crescita dei ricavi è prevista per il 2027: “Questi due anni infatti saranno necessari per riqualificare l’offerta sul territorio, grazie a ristrutturazioni in corso e nuove acquisizioni che permetteranno di creare un livello qualitativo adeguato alle nuove richieste di mercato. Di conseguenza, nei prossimi anni ci sarà una crescita del business alberghiero, sia a livello di volumi sia di valore. Attualmente la media dell’ebitda margin è attorno al 15%, con punte del 25% in realtà molto qualificate”.
Il territorio aspetta anche l’approvazione, prevista a breve termine, della legge regionale sui condhotel, che permetterà di recuperare volumi alberghieri dismessi o da riqualificare per creare strutture residenziali a caratterizzazione turistica. Si tratta quindi della possibilità di ampliare l’offerta ricettiva, dato che quella alberghiera è già molto presente, per creare soluzioni diverse e più contemporanee con formule ibride.
Inoltre, nel distretto termale che include i comuni di Abano, Montegrotto, Galzignano, Battaglia e Teolo, è in atto un cambiamento della clientela: “Alla fine degli anni ’90 il 70% della clientela era di lingua tedesca – afferma il direttore dell’associazione che riunisce le imprese termo-alberghiere del territorio – mentre attualmente questa quota è scesa al 30 per cento. Il motivo è che in passato le casse mutue tedesche erano convenzionate direttamente con i nostri alberghi e negli anni successivi hanno abbandonato il mercato protetto per andare verso una logica di mercato libero”.






