Doppio gol di Hnh Hospitality, che entra in un nuovo segmento di mercato e, secondariamente, mette a frutto il suo nuovo filone di business real estate. Per quanto riguarda la prima azione, il gruppo alberghiero capitanato da Luca Boccato ha lanciato un nuovo brand che va a coprire un segmento di mercato molto richiesto in Italia e anche vacante. Il marchio è Homy, e riguarda il segmento extended stay. Il modello di business prevede che Hnh si occuperà della gestione degli appartamenti, non entrerà nella proprietà degli stessi, e dovrebbe gestire nei prossimi anni, secondo i piani, tre strutture extended stay, con un fatturato attorno a 8-10 milioni di euro. Si tratta di un business marginale rispetto ai ricavi del gruppo che quest’anno si prevedono a oltre 120 milioni di fatturato, ma è comunque un’azione di diversificazione che ha interessanti prospettive.
Boccato infatti racconta a Pambianco Hotellerie che la richiesta di affitti brevi o soggiorni più lunghi in appartamento è molto forte, sia da manager in viaggio d’affari sia da famiglie con bambini piccoli. Eppure c’è un cortocircuito in Italia: “Il fatto è che le grandi catene, come Accor, Ihg, Hilton, hanno già soluzioni di questo tipo che però confliggono con la normativa italiana perché impongono standard molto rigidi, prevedendo ad esempio servizi di colazione o ristorazione che non sono ammessi da molte leggi regionali”.
Va anche detto che la gestione degli appartamenti è meno labour intensive rispetto all’attività alberghiera, quindi comporta costi ridotti, però, viceversa, non permette economie di scala significative, a meno che i complessi presi in gestione abbiano un numero molto alto di residenze.
Tornando a Homy, il primo progetto a prendere vita è Homy Livia Verona, ma Hnh sta già monitorando altre città come Venezia, Milano e Roma.
Per quanto riguarda Homy Livia Verona, si tratta di 23 appartamenti nel cuore del centro storico, all’interno di Palazzo Tedeschi, con sette tipologie abitative che si differenziano per metratura e configurazione. Boccato precisa che, a regime, la struttura arriverà a generare due milioni di euro di fatturato.
La ristrutturazione dell’immobile, la cui apertura è prevista nella seconda metà del 2025, è firmata dallo studio italo londinese Thdp, con un team di designer e progettisti guidato dall’architetta Claudia Mazzucato, mentre Dekus, società indipendente di gestione e di investimenti immobiliari, ha curato lo sviluppo dell’asset immobiliare e la selezione dell’operatore.
Arrivando invece al business real estate, annunciato l’anno scorso, il primo coinvestimento è frutto dell’accordo tra Pgim Real Estate, Hnh Hospitality e Dekus per l’Hotel Leon d’Oro di Verona. Situato nel centro città, l’hotel sarà rinominato DoubleTree by Hilton e Hnh parteciperà come azionista di minoranza, gestore e locatario.
L’hotel, acquisito da una società di proprietà di una famiglia italiana, sarà sottoposto a una ristrutturazione completa, che comprende il rinnovamento delle aree comuni, la ristrutturazione delle camere e il miglioramento degli impianti meccanici ed elettrici, con interventi volti a migliorare il profilo Esg della struttura.






