Per gli affitti brevi potrebbe esserci la prima battuta d’arresto. Se, da una parte, come sostiene Federalberghi, negli ultimi anni si osserva un crescente moltiplicarsi di proposte ricettive non alberghiere, dall’altra, secondo la fotografia elaborata da Scenari Immobiliari per Il Sole 24 Ore, il numero di appartamenti disponibili per affitti brevi è ora in calo.
Un anno fa gli annunci online “si attestavano sui 508mila, mentre oggi sono 484mila, ovvero 25mila in meno”, ha dichiarato alla testata italiana Marco Celani, presidente di Aigab (l’associazione dei gestori di affitti brevi). Inoltre, “ci risulta che 50mila unità siano uscite dall’affitto breve, tra quelli che si sono spostati verso il contratto a lungo termine e chi affittava saltuariamente e non voleva adeguarsi alle nuove regole (come l’obbligo di Cin e altre regole di sicurezza, ad esempio la presenza di un estintore, ndr)”.
E in questo scenario i prezzi aumentano. In un anno, considerando il periodo fino a giugno 2025, questi sono cresciuti in media del 4,7 per cento. Nello specifico, nelle città gli aumenti si sono collocati in una forbice tra il +2,7% (di Milano, dove già sono i più alti) e il +5,4% di Firenze. In alcune località estive gli incrementi sfiorano anche il +6% annuo.





