È partita come una startup nel 2022 ma oggi è una realtà strutturata che macina risultati. La traveltech Hotiday conta infatti oltre 100 hotel partner in Italia, Francia, Spagna, Grecia e Portogallo, prevede di chiudere il 2025 con un fatturato di oltre 10 milioni di euro, garantendo agli hotel partner nuovi servizi e oltre cinque milioni di ricavi aggiuntivi. E l’anno prossimo stima di raggiungere i 20 milioni di fatturato e di raddoppiare il numero di strutture partner per ampliare la propria offerta in Europa.
L’idea che sta alla base di questo business è quella di acquistare le camere invendute degli hotel e rivenderle online, come se Hotiday fosse una sorta di catena alberghiera decentralizzata. In Italia, infatti, mediamente il 10% delle camere d’albergo rimane invenduto. Hotiday così acquisisce queste camere ‘free’ pagandole anticipatamente e dando così alla struttura la certezza di averle vendute per tutta la stagione turistica. Le stesse vengono quindi ricommercializzate online attraverso il brand Hotiday Hotels come parte di una catena alberghiera digitale. Le camere, per essere vendute, vengono valorizzate in un’ottica di design e comfort, con servizi, elementi di arredo e device tecnologici. Valorizzando le camere che altrimenti sarebbero rimase invendute, quest’anno la traveltech ha assicurato agli albergatori oltre cinque milioni di euro di ricavi aggiuntivi.
La società guidata da Vittorio Gargiulo, Federico Brunelli e Federico Di Carlo è stata sostenuta anche da un recente round di investimento da 5,5 milioni di euro guidato dal fondo P101 Sgr, e conta tra le strutture partner nomi di prestigio come B&B Hotels, Club del Sole, Th Resorts e Iti Marina. Il tasso di rinnovo delle collaborazioni raggiunge il 95 per cento. La strategia di crescita verso i 200 hotel prevede un’intensificazione della presenza in Italia e nei mercati di Francia, Spagna, Grecia e Portogallo, con investimenti mirati per potenziare la capacità operativa e la presenza commerciale.





