Negli ultimi anni si sono susseguiti a Forte dei Marmi i passaggi di mano di diversi hotel, alcuni addirittura hanno segnato il debutto di alcuni imprenditori nell’hotellerie come Attilio Bindi che ha rilevato l’ex-Franceschi e l’ex Areion (successivamente rivenduto), e come Stefano Nesti che ha acquistato l’ex hotel Giada per trasformarlo nel 5 stelle Maitò Art Hotel. A queste operazioni se ne sono aggiunte altre, tra cui la più nota è la vendita del Grand Hotel Imperiale a Mohamed Ali Alabbar, fondatore e presidente di Emaar Properties, una delle più grandi società di real estate al mondo, con base negli Emirati Arabi.
Ma il fermento nella celebre località fortemarmina non si limita all’hotellerie e infatti, ultimo di una serie, è stato firmato il deal tra la famiglia Baldini e il magnate russo Kurgin Timofey per l’acquisizione dei ‘bagni’ Belvedere. Il Corriere stima che un terzo degli stabilimenti balneari sia ormai passato di mano, ad opera di russi, arabi, fondi finanziari e famiglie storiche dell’imprenditoria italiana come Barilla, Del Vecchio e Berlusconi (Alessia, figlia di Paolo e nipote di Silvio, gestisce il bagno Alcione).
Nello specifico dei bagni Belvedere, l’imprenditore russo li aggiunge ad altri che aveva già preso in precedenza, cioè i vicini stabilimenti Montecristo di Levante e Montecristo di Ponente e l’antistante ristorante La Barca, nonché l’Hotel Raffaelli.
Nell’incertezza della direttiva Bolkestein, i titolari degli stabilimenti balneari temono che si perda un modello familiare che ha reso unici i ‘bagni’ della Versilia e che si facciano operazioni meramente finanziarie. Indubbiamente il passaggio va verso il modello ‘beach club’, con eventi e ristoranti stellati, nella speranza che l’occupazione del personale e la filiera di fornitori possa però rimanere locale.
Insomma, Forte dei Marmi sta cambiando. Se negli anni ’80 e ’90 era l’icona della villeggiatura di lusso per gli italiani, ha visto nel decennio tra il 2000 e il 2010 l’arrivo in massa dei facoltosi russi, che addirittura all’Augustus Hotel rappresentavano il 40% della clientela, per poi lasciare il passo ad americani ed europei. Fatto sta che l’allure di località di alta gamma è andato via via aumentando: Forte si è ormai internazionalizzata, portando investitori stranieri in cerca di ‘buoni affari’ e soprattutto alzando vertiginosamente i prezzi dell’ospitalità.





