Un sorpasso storico si è verificato nel primo trimestre 2026 nel mondo alberghiero italiano. La supremazia di Venezia, che si è spesso posizionata in pole position nel ranking delle tariffe degli hotel, è stata surclassata da Milano. La città della Madonnina fa un balzo del 30,1% rispetto allo scorso anno, con un Adr di 224,34 euro, superando Venezia (prezzo medio camera di 217,41 euro e +1% rispetto al 2025). Seguono Firenze (173,18 euro, +2,3% sul 2025) e Roma (160,29 euro, +3,3% sul 2025).
Lo si evince dall’Italian Hotel Monitor elaborato da Trademark Italia per il periodo gennaio-marzo 2026, da cui emerge a livello nazionale un’occupazione sostanzialmente stabile rispetto al 2025 (-0,1 punti) a fronte di un incremento medio del prezzo camera del 9%, con l’average daily rate che passa da
131,23 a 143,09 euro, grazie in particolare ad un consolidamento del movimento turistico sia business che leisure proveniente dai mercati internazionali. Un ulteriore confronto con il 2023 evidenzia una crescita del prezzo medio camera del 23,8 per cento.
Una possibile interpretazione della mancata crescita del tasso di occupazione è legata all’aumento dei prezzi, che si scontra con la ridotta capacità di spesa della clientela italiana, sempre più alla ricerca di soluzioni di alloggio alternative, in particolare quelle proposte dagli appartamenti turistici.
Per quanto riguarda le diverse tipologie ricettive, i dati confermano il consolidamento del settore luxury (5 stelle), in crescita rispetto al 2025 per Adr (+4,6%) e room occupancy (+0,7 punti), di quello upscale (4 stelle) che cresce per Adr (+8,2%) e resta sostanzialmente stabile per R.O. (-0,5 punti), così come di quello midscale (3 stelle), che incrementa sensibilmente i prezzi (+8,2%) a fronte di una leggera crescita della R.O. di 0,3 punti.
Analizzando l’andamento della R.O. su scala nazionale, tra le 39 città monitorate ne emergono ben 22 oltre la simbolica quota (gestionalmente parlando) del 60% di occupazione camere, con Milano oltre quota 70% (74,2%), seguita da Firenze (68,5%), Pescara e Udine (67,5%), Bologna (67,4%) e Bergamo (67,3%).





