Il podio dei Paesi europei per presenze turistiche nei primi 11 mesi del 2025 si conferma come l’anno precedente, quando è avvenuto lo ‘storico’ sorpasso. Il pole position c’è la Spagna con 487 milioni di presenze complessive e un alto tasso di internazionali, pari a 314 milioni. Segue l’Italia con 456 milioni di presenze totali, di cui 255 milioni di turisti dall’estero. Il terzo gradino del podio è occupato dalla Francia con 143 milioni di pernottamenti dei viaggiatori internazionali e 449 milioni in totale.
Sono dati comunicati da Enit a Pambianco Hotellerie, a conferma di come il turismo abbia un ruolo cruciale nel tessuto socioeconomico italiano. Infatti il turismo nel 2025 ha avuto un impatto del 13,2% sull’occupazione e di 237,4 miliardi di euro sul Pil: numeri che le stime per i prossimi dieci anni danno ulteriormente in crescita, con previsioni per il 2035 a 282,6 miliardi di Pil e una ricaduta del 15,7% sull’occupazione. Su questi dati è significativo il contributo del turismo internazionale: i viaggiatori in arrivo dall’estero, infatti, l’anno passato hanno investito per turismo ben 60,4 miliardi di euro in Italia e, da qui ai prossimi 10 anni, questa spesa potrebbe sfiorare gli 80 miliardi.
La ministra del Turismo Daniela Santanché conferma che il settore rappresenta un contributo fondamentale all’economia e all’occupazione, e aggiunge: “Dobbiamo trattare il settore turistico come un’industria vera e propria, non solo come un insieme di servizi. È essenziale sviluppare una visione per i prossimi 10 anni che valorizzi tutto il territorio nazionale, a partire dalle aree meno conosciute, per garantire una migliore distribuzione dei flussi turistici sia nello spazio che nel tempo. È al tempo stesso cruciale lavorare a un nuovo patto sociale tra imprese e lavoratori del settore, poiché il capitale umano è il fattore determinante per il successo del comparto”.





