Negli hotel di Dubai, prima cresceranno gli arrivi e poi si adegueranno le tariffe, che in seguito alla guerra tra Usa e Iran sono drasticamente crollate. È quello che ha riferito Duncan O’Rourke, CEO di Accor per i marchi dei segmenti economy, midscale e premium in Medio Oriente, Africa e Asia-Pacifico, alla testata Arabian Gulf Business Insight.
Il manager del gruppo alberghiero francese, che gestisce 85 hotel negli Emirati Arabi Uniti, ha sottolineato che Dubai è stata la città più colpita, a livello di ripercussioni sul turismo, dalla guerra che ha interessato il Golfo.
“Per il quarto trimestre del 2026 – ha aggiunto – prevedo un ritorno dei volumi di turisti, ma non vedremo subito le tariffe precedenti al conflitto. Credo che tra la fine del primo trimestre e il secondo trimestre del prossimo anno ci avvicineremo ai livelli di un tempo”.
O’Rourke ha inoltre osservato che il segmento del lusso sarà il primo a riprendersi. Secondo i dati governativi, gli hotel a cinque stelle rappresentano il 37% dell’offerta complessiva di camere a Dubai.





