Quest’anno Hnh Hospitality chiuderà con un fatturato di 113 milioni di euro, circa l’8% in più a perimetro costante, mentre i ricavi previsti per il 2025 si attestano su 125 milioni. Sono le stime che ha comunicato Luca Boccato durante lo scorso Ithic organizzato da Teamwork Hospitality a Roma: “L’ebitda margin del gruppo si attesta sul 15%, mentre sono cresciuti sia occupazione sia Adr. Per quanto riguarda le tariffe, abbiamo avuto dal 2019 a oggi incrementi del 30%, quindi penso che questi incrementi così alti non siano più possibili. Quest’anno l’Adr è salito del 4% e l’anno prossimo prevediamo un ulteriore rialzo grazie all’upgrading degli alberghi in portafoglio”.
Per il 2025 sono attese due nuove aperture. Hnh infatti ha in programma un progetto di extended stay a Verona, con 23 appartamenti, che vedrà l’apertura nella prima metà del 2025, “e un altro progetto – ha aggiunto Boccato – sul quale siamo alle battute finali di un lungo percorso di due diligence e che speriamo di annunciare nelle prossime settimane. Per gli anni successivi, inoltre, abbiamo ulteriori progetti in via di finalizzazione “.
Un cambiamento di business è legato al fatto che per la prima volta il gruppo ha firmato un accordo di management contract per la gestione di Palazzo delle Stelline, l’albergo di Milano che fa capo a Fondazione Stelline e che aprirà nel 2026 con il marchio Mgallery, brand del gruppo Accor. Di solito infatti Hnh Hospitality operava in proprietà o in affitto.
Un’altra evoluzione nel modello di business della società della famiglia Boccato è l’apertura dei suoi interessi al real estate. Un modello quindi non più esclusivamente ‘asset light’, direzione che è stata presa con convinzione per anni, e che sarebbe una conseguenza delle dimensioni raggiunte dal gruppo: “Avendo ampliato parecchio la dimensione della nostra attività, vogliamo allargare il business co-investendo nel real estate alberghiero. Il nostro è un settore fatto di economie di scala, abbiamo bisogno di crescere velocemente e avere un controllo sulle decisioni che si prendono sugli asset, dall’inizio alla fine. In ogni caso, noi rimaniamo sempre in minoranza nella proprietà immobiliare, non siamo leader ma follower, non prendiamo più del 25% del capitale, mantenendo invece la totalità della gestione. Attualmente stiamo valutando un nuovo investimento immobiliare”.





