Dopo le strette sugli affitti brevi andate in scena negli ultimi tempi prima a New York e quindi a Barcellona, ecco che arriva anche la nuova legge approvata da un’altra grande metropoli e destinazione del turismo mondiale come Parigi. Il comune della capitale francese ha infatti appena ratificato un nuovo regolamento in base al quale gli appartamenti dedicati ai soggiorni brevi non potranno essere affittati dai proprietari ai turisti per più di 90 giorni all’anno. Decisione motivata con il fatto di rendere più facile la ricerca di case da abitare da parte dei residenti della città. Questa legge prevede multe fino a 100mila euro per i trasgressori (a Parigi ci sono attualmente 95mila case proposte in affitto breve su portali come Airbnb e simili) ed è attiva dal 1° gennaio 2025.
Dalla stessa data, anche in Italia, giova ricordare, è entrata in vigore la norma che prevede che tutti gli immobili affittati per brevi periodi debbano avere il cosiddetto Cin. Si tratta di un ‘codice identificativo nazionale’ che deve essere esposto nello stabile dove si trova l’immobile, pena multe fino a 8mila euro. Anche in questo caso va sottolineato che si tratta di una regola nata innanzitutto per calmierare la proliferazione ‘senza regole’ dell’affitto di alloggi a breve termine. Soprattutto perché la procedura per ottenerlo è severa e complessa: è necessario infatti presentare innanzitutto una domanda sul portale del ministero dello Sviluppo e del Made in Italy. Tramite l’uso del Cin perciò il legislatore sottolinea la volontà di rendere più professionalizzante l’attività di locazione breve, registrando chiunque affitti un immobile.





