Sembra un paradosso. Già Cortina è una destinazione che ha normalmente una scarsa ricettività da un punto di vista numerico, e lo aveva segnalato quattro anni fa Benedetto Gaffarini, assessore all’Urbanistica ed Edilizia del comune ampezzano. Di conseguenza, per prepararsi ad accogliere i copiosi flussi previsti per le Olimpiadi 2026, erano iniziati già allora una serie di movimenti, tra investimenti, acquisizioni, ristrutturazioni e interventi di rigenerazione urbana. Obiettivo: aumentare l’offerta ricettiva della Regina delle Dolomiti, da un punto di vista qualitativo, certo, ma anche e soprattutto quantitativo.
Fatto sta, che l’esito è stato addirittura inverso. Invece di aumentare i già scarsi posti letto, che quattro anni fa erano circa 6.000, adesso si stima che per il 2026 il numero di posti letto a disposizione sfiorerà (se va bene) le 5.000 unità. Cioè 1.000 posti in meno di quello che normalmente Cortina può offrire.
“Purtroppo e per varie ragioni molti albergatori hanno iniziato i lavori di ristrutturazione troppo tardi – spiega a Pambianco Hotellerie Stefano Pirro, presidente dell’Associazione albergatori di Cortina – e quindi non riusciranno ad aprire nel febbraio 2026, in vista delle Olimpiadi. Bisogna tenere presente che lavori di ampia portata comportano da due a tre anni di tempo. Ciononostante, sono fiducioso che sarà un evento molto importante per la nostra destinazione, che ci rimetterà al passo con i tempi e porterà comunque un incremento di fatturato”.
Attualmente una decina di alberghi ha i cantieri ancora in corso e tra quelli che quasi sicuramente non apriranno per le Olimpiadi 2026 si annovera il Cristallo (unico 5 stelle lusso della valle) che diventerà Mandarin Oriental, ma anche l’Hotel Bellevue, l’Hotel Italia, l’Hotel Venezia, e qualche dubbio c’è anche sull’Hotel Miramonti.
A giugno di quest’anno aprirà invece l’Hotel Ancora Cortina del patron di Diesel, Renzo Rosso, che l’ha acquistato nel 2020 per quasi 20 milioni di euro e la cui ristrutturazione alla fine supererà il valore del deal.
Inoltre, nell’autunno 2025 nascerà il nuovo Grand Hotel Ampezzo, gestito dalla società Lajadira che presto entrerà a far parte di un nuovo gruppo di ospitalità di lusso.
C’è da dire che i numeri dell’evento sono monstre: si stima che arriveranno (in tutti i territori coinvolti) due milioni di turisti nel periodo dei giochi, comprendendo in questa cifra anche gli atleti e la ‘famiglia olimpica’ che è composta dai membri dei vari comitati, dai media, dagli sponsor e dagli invitati degli sponsor. Inoltre, la ricaduta sul territorio, secondo quanto ha detto Luca Zaia alla stampa, sarà di 5,3 miliardi di euro nel pre, durante e post Olimpiadi. Il presidente della Regione Veneto ha citato uno studio realizzato da Banca Ifis che prevede nel post Olimpiadi un indotto di 1,2 miliardi.





